Nuove frontiere di difesa contro quella violenza che non permette alla donna di essere libera

Violenza di genere: una serie di reati che si sviluppano in ambito familiare e
domestico dove alla libertà si sostituisce la violenza che non permette più alla
donna di essere libera di decidere. Deriva da una concezione di supremazia e
dell’uomo e di sottomissione sia fisica che emotiva da parte della donna. La
violenza è entrata da anni, prepotentemente nella nostra quotidianità
trasformandosi in una vera e propria emergenza.
Di questo e non solo, si è parlato ieri pomeriggio nella Sala Brugnoli di Palazzo
Cesaroni a Perugia, durante l’incontrodibattito
“Violenze di genere. Nuove
frontiere di difesa” moderato da Cristina Castellano, presidente del Comitato
Pari Opportunità di Perugia in concerto con tutti gli operatori del diritto,
avvocati e rappresentanti delle forze dell’ordine al fine di fare un excursus su
quelli che sono stati i cambiamenti a livello normativo, sia per arginare il
fenomeno sia per adeguarsi all’Europa, ma anche dei possibili strumenti
giuridici da utilizzare in caso di violenza.
Un evento che si colloca tra le tante iniziative sul tema, per tenere sempre viva
l’attenzione su quest’argomento, come ha sottolineato in apertura il presidente
dell’Ordine degli Avvocati, Gianluca Calvieri. Unendosi alle parole del
presidente, la consigliera della Corte d’Appello di Perugia, Claudia Matteini ha
posto l’accento sulla volontà da parte della Magistratura di portare il suo
contributo nell’ambito di una rete che si sta formando intorno alla violenza di
genere, uscendo dai propri uffici inserendosi in questa rete di tutela e di
collaborazione. Oltre ai professionisti umbri, ha garantito la sua presenza la
magistrata Mirella Agliastro, della Procura Generale presso la Corte di Appello
di Palermo, già giudice a latere della Corte di Assise, giudice dell’udienza
preliminare ed Ispettore Generale del Ministero. Ha trattato complessi processi
riguardanti, tra l’altro, l’uccisione del sacerdote don Pino Puglisi, del piccolo
Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo, sciolto nell’acido, e
altri innumerevoli ed efferati omicidi. Lo scorso anno ha pubblicato il libro “La
violenza sulle donne nel quadro della violazione dei diritti umani e della
protezione del testimone vulnerabile”.
In linea con i dati nazionali anche nella nostra regione il problema della
violenza nei confronti delle donne rappresenta un fenomeno di vaste
dimensioni. Dai dati disponibili emerge che in Umbria la violenza sulle donne si
caratterizza in prevalenza come violenza in ambito familiare (89%)
manifestandosi sotto diverse forme: fisica, psicologica, economica e sessuale.
Da inizio anno a oggi, sono state 163 le donne che si sono rivolte al “Telefono
donna” – ha precisato Giuliana Astrarita. Da quando si è rafforzata la rete
antiviolenza sul territorio regionale, sono aumentate del 43% rispetto al 2013.
Le richieste d’aiuto da parte delle donne che subiscono violenza a
testimonianza del fatto che da un lato, esiste una maggiore consapevolezza
delle donne, dall’altro è stato possibile intercettare un numero maggiore di
domande di aiuto dando risposte adeguate. La strada da fare è ancora lunga,
occorre consolidare e sistematizzare la rete regionale fra i vari attori pubblici e
privati. A portare il suo contributo è stato anche il Vice Questore Aggiunto
Marco Chiacchiera, Capo della squadra mobile di Perugia, che grazie a un
protocollo preciso oggi, riescono ad agire nel più breve tempo possibile
capendo la gravità della minaccia e quindi, a proporre strumenti e risposte
concrete.
Sono intervenuti anche Francesco Falcinelli (presidente camera penale di
Perugia); Fabrizio Fornari (presidente e professore corso di laurea di sogiologia
generale università di Chieti); Massimo Brazzi (Membro gruppo di lavoro
fondazione italiana per l’innovazione forense); Gemma Miliani (Sostituto
procuratore presso il tribunale di Perugia).

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