ASSISI, DANNEGGIAMENTO GESSO CANOVA, PORZI: “RIFLETTERE PER NUOVE NORME”

L’episodio della rottura del bassorilievo in gesso del Canova, raffigurante l’uccisione di Priamo, verificatosi l’estate scorsa nel contesto di una mostra tenutasi ad Assisi, potrebbe rappresentare un caso sul quale strutturare un nuovo impianto normativo”. La dichiarazione è dell’assessore provinciale alla cultura Donatella Porzi che in Consiglio provinciale ha risposto ad una interrogazione del capogruppo del Prc Baldelli con la quale si chiedeva di far luce su quanto accaduto in merito al danneggiamento dell’opera del Canova in occasione del suo spostamento dall’Accademia di Belle arti di Perugia ad Assisi e sul ruolo della Provincia. Porzi, dopo aver fatto presente come l’Amministrazione provinciale abbia accordato il patrocinio accanto ad altri soggetti istituzionali, primo tra tutti il Ministero (principale Ente deputato ad autorizzare il trasferimento di opere d’arte anche se particolarmente fragili e delicate), ha fatto osservare come l’Ente di Piazza Italia non abbia diritto di veto su questo tipo di concessioni. “E’ capitato – ha aggiunto l’assessore – che anche il nostro Ente abbia ricevuto o prestato pezzi del proprio patrimonio, favorendo così gli scambio culturali. Tuttavia quello che è accaduto con il bassorilievo del Canova può rappresentare un caso su cui riflettere e ipotizzare nuove disposizioni normative. Peccato che a farne le spese sia stato un bene della nostra Accademia che senz’altro i 700.000 euro della polizza assicurativa non potranno restituirci”.

Nella replica Baldelli ha sottolineato l’esigenza di non concedere più patrocini a iniziative in cui sia alto il rischio di compromissione del patrimonio artistico, privilegiando la fruizione da parte del pubblico di determinate opere, di intrinseca fragilità e vulnerabilità, nelle loro proprie sedi. “Certi capolavori – ha detto – non sono riproducibili, nemmeno con la migliore delle volontà, pertanto è del tutto fuori luogo incentivare forme di “consumismo artistico“ a scapito della qualità degli eventi e della corretta preservazione dei capolavori”.

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