IL FERRAGOSTO E IL TERZO POLO

di Pierluigi Castellani

Alla fine il terzo polo è arrivato con il ferragosto è coglie gli italiani più interessati alle vacanze che alla politica. Ma perché si è giunti a tanto? Lo scopo dichiarato è di offrire una sponda a chi non si ritrova né con la destra né con la sinistra con sullo sfondo il miraggio del tanto vagheggiato centro, ma il fine non dichiarato sembra quello di mettere al riparo i seguaci di Calenda e di Renzi dal superamento della soglia di sbarramento del 3% e consentendo così ad Azione di non raccogliere le firme per la presentazioni dei candidati. Questa lettura sembrerà troppo liquidatoria, ma per la verità è anche il come si è giunti all’intesa tra Carlo Calenda e Matteo Renzi che lascia perplessi. Calenda prima ha siglato il patto con Letta, che poi ha subito stracciato e si è alleato con chi aveva , a più ripreso, escluso di volersi alleare. Non basta infatti il dichiarato ancoraggio all’ agenda Draghi per dare una struttura ed una solida base culturale al nuovo soggetto ed a far riemergere dalle sue ceneri il favoleggiato centro. Ci sarebbe bisogno innanzi tutto di una legge elettorale proporzionale e soprattutto un serio lavoro di elaborazione e di preparazione per dare robuste gambe al nuovo soggetto politico, che inevitabilmente in un sistema maggioritario, come è  con l’attuale legge elettorale, volatili frange di ceto politico sarebbero risucchiate da una parte o dall’altra delle schieramento politico come sta già avvenendo in questa  assolata stagione politica. Il dichiarato proposito di Calenda e Renzi è quello di non far vincere la destra di Meloni sperando di sottrarre voti allo schieramento che oramai si identifica nella leader di FDI. Ma come può avvenire questo se i candidati del cosiddetto terzo polo nei collegi uninominali finiranno per rosicchiare voti ai candidati del centrosinistra, sfiorando appena i candidati del centrodestra? Nonostante le difficoltà, le insofferenze ed i disagi l’elettorato italiano è ancora bipolare e non può bastare un improvvisato terzo polo a riavvicinare alla politica quell’ampia fetta di astensionismo registratasi nelle ultime tornate elettorali. Quindi ancora una volta gli elettori si troveranno a scegliere tra uno schieramento di centrodestra, dichiarato per ora vincente da tutti i sondaggi, ed uno schieramento di centrosinistra privo dell’apporto di Calenda e Renzi e con la corsa solitaria di quel che rimane dei 5Stelle con un leader, Giuseppe Conte, che ancora va cercando una sua legittimazione. Senza contare che nel PD sembra già essersi aperta la nuova stagione congressuale con le dichiarazioni di Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia Romagna, che ha voluto rimarcare il successo della via emiliana al centrosinistra, una via inclusiva e dichiaratamente riformista senza nostalgie per la vecchia sinistra dei DS e PDS. Insomma, in modo non troppo dichiarato, questa affocata stagione politica ha tutti gli elementi per offrire qualche sorpresa. Infatti anche nel centrodestra le cose sembrano non andare così lisce come sembrerebbe. C’è un redivivo Berlusconi, che infastidisce anche la più alta istituzione repubblicana mentre Salvini e Meloni solo apparentemente sembrano aver sotterrato l’ascia di guerra, mentre giocano alla rincorsa del più uno nelle promesse elettorali agli italiani. Ora c’è la piccola pausa del ferragosto, che ci offre l’opportunità di rivolgere un caloroso augurio di buone vacanze ai nostri amici di Umbria Domani.