L’EMERGENZA E LA FRAGILITA’ DELLA POLITICA

di Pierluigi Castellani

L’emergenza in cui purtroppo ancora siamo immersi sta rivelando come la politica, e non solo quella italiana, abbia fondamenta fragili se in questo frangente non riesce a trovare le soluzioni più idonee per combattere la pandemia e per superare le conseguenze negative che sul piano economico ne deriveranno. Il blocco della produzione e dei commerci, la difficoltà nel riavviare prontamente la domanda e quindi l’offerta, l’inevitabile perdita del pil e l’aumento della disoccupazione sono gli scenari, che tutti i governi rischiano di trovarsi di fronte. L’inaudito e generoso impegno dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari, che si stanno prodigando con tanto coraggio dovendo purtroppo registrare anche molte vittime tra i loro colleghi, merita non solo la gratitudine delle popolazioni ma anche una forte e solidale risposta dei governi e di tutte le istituzioni, che , non dimentichiamolo, si trovano a dover gestire un evento pandemico mai registrato, per la vastità e per la rapidità dell’espandersi del contagio, dal dopoguerra in poi.  Ma è proprio per l’eccezionalità e pericolosità dell’evento, che la politica tutta deve saper mettere in campo con grande energia risposte all’altezza della sfida. Eppure sembra che la politica qualcuno non abbia ancora capito appieno l’assoluta necessità di una corale solidale risposta in questo  difficile momento. Dobbiamo registrare  che l’Europa, nonostante lo sforzo del governo italiano, unitamente a quello spagnolo e francese, rimane tutt’ora divisa tra il rigorismo del nord e la pressante richiesta dei paesi bagnati dal Mediterraneo per un massiccio  e comunitario intervento sul piano finanziario per superare la recessione economica già in atto. Ancora una volta sembra che l’Europa voglia andare a due velocità con il concreto rischio dello stesso sfaldamento della comunità europea.  Il forte richiamo del Presidente Mattarella perché l’Europa agisca subito prima che sia troppo tardi, la stessa sollecitazione per un coraggioso intervento oltre i vincoli di bilancio fatta da un personaggio autorevole come Mario Draghi stanno a dimostrare la gravità della presente situazione . Non è in gioco solo la tenuta dell’euro ma dello stesso vincolo europeo. Oggi come non mai la politica europea deve accorgersi che l’Europa o è concretamente solidale o l’Europa non c’è più. C’è poi una questione tutta italiana. L’emergenza sanitaria sta dimostrando come in Italia ci siano tante sanità quante sono le regioni, che stentano a dare una risposta unitaria ed adeguata a questa emergenza. E’ chiaro che quando sarà tutto superato va fatto un serio tentativo per intervenire sul titolo V della Costituzione non già per sottrarre competenze alle regioni ma per dare la possibilità allo stato centrale  di intervenire prontamente ed unitariamente in questi casi in cui l’emergenza non si ferma certamente ai confini di una regione. Non è neppure mancato qualche screzio tra il governo nazionale e qualche presidente, ci auguriamo oramai superato, ma la politica deve riflettere sulla necessità di una qualche revisione del titolo V, per fare almeno chiarezza nelle rispettive competenze tra il livello nazionale ed il livello regionale, come la riforma costituzionale, purtroppo bocciata dal referendum, tentava di fare. Ma la fragilità della politica si avverte anche nella difficoltà nel trovare in questo momento una risposta solidale di tutte le forze politiche  nonostante gli appelli all’unità giunte da tutte le parti. Per alcuni sembra che sia difficile passare da una perenne campagna elettorale all’assunzione di responsabilità condivise quando tutto il paese soffre. C’è chi rivendica  un più massiccio intervento finanziario, forse anche necessario, ma senza preoccuparsi di fornire indicazioni sul come trovare nuove risorse, chi vagheggia un’esecutivo di unità nazionale con tutti dentro, ma soprattutto senza Giuseppe Conte, come si arguisce da alcune esternazioni dei due Mattei, chi non perde occasione per sferrare attacchi all’Europa, forse pensando che anche il Covid-19 abbia una origine nazionale e sovranista. Sono questi i momenti in cui la politica deve cercare di superare tutte le sue fragilità e le contraddizioni. Non si può certamente evocare il modello cinese dove c’è chi decide per tutti senza alcun ostacolo. L’Italia, l’Europa  debbono rivendicare con forza il valore della democrazia e della partecipazione, ma la politica democratica è forte, superando anche qualche sua fragilità, quando sa trovare le giuste risposte di cui i cittadini hanno bisogno proprio in momenti come questo.