Spoleto, rimpalli e accuse: storia infinita in Comune. Le uscite di De Fino, la ricomposizione con la Lega

Un consiglio comunale drammatico, in ordine sparso e ancora uno sconto duro all’interno della maggioranza. Con tanto di accuse durissime, il punto di non ritorno è stato superato. Alcune uscite , come quella del consigliere dissidente di Forza Italia Marina Morelli , particolarmente infelici. Il Sindaco prova ad evitare l’apertura di una crisi, che potrebbe portare Spoleto di nuovo alle urne. De Augustinis spera ancora in una ricomposizione dei rapporti con la Lega . Una intesa con la segreteria regionale non esiste ancora, anche se – assicurano da Roma – la tensione con i leghisti sembra allentarsi e le quotazioni per un rimpasto salgono. Con la Lega il Sindaco vuole siglare un vero e proprio patto di legislatura. Con Fratelli d’ Italia invece la rottura è definitiva, dopo tutto il  ” casino” che ha ” armato”.  Il centrodestra ormai a Spoleto è una polveriera, litigioso e lacerato. Il Consiglio comunale lo ha reso ancora più drammaticamente evidente. In mezzo a tutto questo c’è sempre la vicenda dell’Ospedale, ormai “spogliato” dei servizi essenziali e destinato ad essere ridimensionato. Di Guido Bertolaso non c’è più traccia, il personale è ancora carente e , denuncia la Cimo (rilevante sigla sindacale della sanità) , sei medici si stanno facendo carico di ben 32 posti letto Covid , messi in piedi per far fronte alle necessità regionali. A tutto questo si aggiungono le uscite poco prudenti del direttore generale della Asl 2 Massimo De Fino, per il quale Spoleto dovrà diventare un ” Ospedale di nicchia”. Concetto confermato anche ieri durante il Consiglio comunale, con qualche aggiunta ancora più imprudente. ” Se il polo di Spoleto non viene diversificato – ha detto De Fino – trovandosi a 20 chilometri da Terni e a 26 da Foligno, tra pochi anni è destinato a non avere più i requisiti strutturali e attrattivi che deve possedere un Dea di primo livello. Tre strutture così vicine, non possono più esistere. E questo ve lo confermerà chiunque venga al mio posto “. Una considerazione, quella del direttore generale della Asl 2, che non solo non aiuta a chiarire i dubbi degli spoletini ma rischia di alimentare ulteriori polemiche e rendere il clima in città irrespirabile. C’è stato il tempo dell’attesa febbrile a Spoleto in queste settimane, ora si rischia di passare in fretta alla sfiducia e scetticismo. Non si tratta tanto, o solo, di mettere nero su bianco il futuro del San Matteo degli Infermi, ma ora è il momento della verità. Il realismo tragico può essere controproducente come l’ ottimismo ingenuo. A sua volta Umberto de Augustinis conferma la sua contrarietà alle scelte fatte dalla Regione : ” Sono tutt’altro che soddisfatto. Foligno che sta avendo lo stesso numero di pazienti Covid di Spoleto, ha mantenuto tutti i servizi mentre qui non li abbiamo più”. Il ragionamento del Sindaco, onestamente, non fa una piega e le dichiarazioni del Dg De Fino non fanno altro che aumentare i sospetti a Spoleto. Quello che manca alla città è però una vera classe dirigente, soprattutto in questo difficile momento, capace di uscire dal buio senza agire nella penombra. Quello che sta avvenendo in Comune risulta incomprensibile per i cittadini e rischia di aggravare il distacco tra società e istituzioni.