Terremoto PD, le reazioni dei dem umbri: Ascani ,Sereni, Bori e Leonelli. Il commento della Marini e i silenzi della Porzi-Meloni

Il terremoto è arrivato via Facebook, nessuno se lo aspettava. Una conclusione che ha lasciato attoniti molti democratici umbri alle prese, tra l’altro, con il rinnovo degli organi regionali. In molti c’è amarezza mentre gli esponenti dem a lui più vicini sperano in un ripensamento magari all’ultimo minuto. Zingaretti però ha già detto che non torna indietro e ha formalizzato le dimissioni. Quasi sicuramente il successore di Nicola Zingaretti sarà eletto nella prossima Assemblea nazionale prevista per il 13 e 14 marzo. Il “parlamentino dem” sceglierà per adesso  un segretario reggente mentre la vera sfida ci sarà nel 2022 quando la corsa per la leadership del partito sarà decisa da un congresso vero e proprio. Anche le reazioni dei dirigenti umbri arrivano via Facebook a cominciare da quella del capogruppo del Pd in Regione Tommaso Bori. ” Da settimane ci siamo ritrovati ostaggio di un dibattito surreale e correntizio su ruoli, poltrone ed equilibri, – scrive Tommaso Bori – animato dagli stessi personaggi che soltanto due anni fa avevano portato il partito democratico sull’orlo della scomparsa, politicamente isolato e in emorragia di consensi. Capisco il senso di frustrazione di Nicola Zingaretti e la vergogna di fronte a un gruppo dirigente autoreferenziale e strumentale. Adesso non basta più: ora il Pd dobbiamo cambiarlo. Alla radice. Aprire una fase nuova per la nostra comunità che ha fame e sete di futuro. Animata com’è dalla voglia di riscatto. Anche contro chi la vuole impantanare in una guerriglia quotidiana.  L’ex  presidente della giunta regionale Catiuscia Marini riporta nella sua pagina Facebook , invece, il commento di Matteo Salvini: ” Spero che le dimissioni di Zingaretti non abbiano conseguenze sul governo”……. una tacita alleanza sperimentata nella mia terra ( 2019). L’ex segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli scrive Zingaretti oggi dice: Rispetterò le decisioni dell’Assemblea. ” Votando Zingaretti – sostiene sulla sua pagina Facebook Giacomo Leonelli –  che vinse le primarie, si eleggevano in proporzione i membri di assemblea da lui proposti. Le loro chance di fare/rifare i parlamentari sono dunque strettamente connesse al fatto che Zingaretti sia o meno segretario al momento della compilazione delle liste per la Camera e il Senato. Che dite, secondo voi queste dimissioni le accettano o le respingono ?…”. Tacciono , invece , le due donne del Consiglio Regionale dell’Umbria Simona Meloni e Donatella Porzi. Silenzio assordante anche nell’alta valle del Tevere dove Michele Bettarelli preferisce non commentare quanto avvenuto. La sottosegretaria tifernate Anna Ascani scrive sulla sua pagina Facebook: ” In questi mesi noi di energia democratica abbiamo lavorato con lealtà con Nicola Zingaretti per il bene del Paese. Penso come lui che il nostro partito abbia il dovere di tornare a concentrarsi, unito, sulle emergenze in atto con serietà e responsabilità. E per questo mi auguro che l’Assemblea nazionale possa convincerlo a rimanere segretario”. L’ex vicepresidente della Marini, oggi consigliere regionale del Pd, Fabio Paparelli, posta la petizione – lanciata dai democratici del Lazio – perché tutte ” le democratiche e i democratici che si riconoscono in quello che hai fatto (Zingaretti, ndr) in questi due anni per il partito ti convincano a ritirare le tue dimissioni”. Marina Sereni, vice ministro agli Esteri, manifesta amarezza e ricorda che ” una parte minoritaria del partito ha giocato ambiguamente in questi mesi sul tema del congresso”, sottolinea ” il grande disorientamento tra i nostri iscritti ed elettori” e mette in guardia i dirigenti del Pd sul rischio che ” una nuova lacerazione non sarebbe compresa dai nostri elettori e anche da coloro che, pur non votandoci, ci considerano un punto di stabilità e di responsabilità positivo per il Paese”.