Assemblea provinciale Pd, Miccioni: “Il Pd ritrovi unità, senso di responsabilità e coraggio”

PERUGIA – Un’assemblea convocata in un “contesto politico-istituzionale straordinario”, per “favorire un dialogo franco e costruttivo all’interno del gruppo dirigente del Pd umbro” e “individuare il percorso migliore per il futuro della comunità umbra e dello stesso Partito Democratico”. Sono le parole di Leonardo Miccioni, segretario provinciale dei dem di Perugia, che oggi pomeriggio ha convocato l’organismo assembleare. “Dopo le note vicende giudiziarie dello scorso 12 aprile – ha detto – nel merito delle quali non entro, limitandomi a esprimere massimo rispetto e fiducia per gli organi della magistratura inquirente e l’auspicio che possa essere esclusa la rilevanza penale per tutti gli indagati, come Partito Democratico siamo chiamati collettivamente a riflettere sulle conseguenze politiche della vicenda. “Si è ritenuto – dunque – opportuna la convocazione delle due assemblee provinciali di quest’oggi con l’obiettivo di un confronto, non certo di misurare il consenso all’interno degli organismi del Partito Democratico, né tantomeno di sostituirsi impropriamente al livello regionale”, commissariato.

“Mi vengono a mente le parole del segretario nazionale Nicola Zingaretti – ancora Miccioni – che nei giorni scorsi ha detto: ‘No al giustizialismo e soprattutto no al giustizialismo di partito; la politica deve valutare la scelta migliore da fare, a salvaguardia del territorio, garantendo trasparenza e selezione delle classi dirigenti. Non è quindi accettabile l’uso politico delle indagini della magistratura che è stato fatto con cinica spregiudicatezza dalla Lega, dai Cinquestelle e da Fratelli d’Italia, i cui leader non erano mai venuti a Perugia, ma che invece in queste settimane sono stati tutti presenti. Un vero e proprio sciacallaggio politico, tra l’altro fortemente connotato da un doppiopesismo piuttosto evidente e da un garantismo a corrente alternata”.
Sulla discussione che si sta sviluppando nel gruppo, Miccioni ha sottolineato che “pur riconoscendo l’autonomia al gruppo del Pd in consiglio regionale, noi tutti siamo chiamati a supportarlo nelle decisioni che questo dovrà assumere, sul respingere o meno le dimissioni della presidente Marini. Dimissioni che avrebbero meritato una più approfondita riflessione politica e un maggior confronto.
Discussione dalla quale però non possiamo più sottrarci, poiché non è accettabile un giudizio negativo e liquidatorio sull’azione di governo del centrosinistra in Umbria. Dobbiamo rivendicare con orgoglio quanto in questi anni è stato fatto di buono, a partire proprio dalla sanità stessa, che per qualità dei servizi erogati, appropriatezza ed efficienza, l’Umbria è benchmark anche per l’anno 2019; dobbiamo rivendicare con orgoglio il ruolo protagonista che ha avuto la regione nella gestione delle crisi aziendali, nonché nella straordinaria emergenza post sisma del 2016.

Ciò che pertanto oggi è in discussione, non è la valutazione politica sull’opportunità o meno di proseguire questa esperienza di governo regionale, ma il consiglio regionale e in particolare la sua maggioranza è chiamata a respingere o ad accogliere le dimissioni per motivi politici della presidente Marini; a parere del sottoscritto non respingere le dimissioni equivarrebbe ad esprime un giudizio negativo su tutta l’attività politico-istituzionale riformista portata avanti in questi 9 anni. Non respingere le dimissioni equivarrebbe a sostenere la mozione di sfiducia presentate delle opposizioni che siedono a palazzo Cesaroni.
Io credo che da questa vicenda se ne esca solo collettivamente come Partito Democratico e non individualmente come singoli; abbiamo bisogno di ritrovare innanzitutto nelle prossime 48 ore unità, senso di responsabilità e coraggio, ognuno per il ruolo che ricopre.
Dal momento poi dell’eventuale respingimento delle dimissioni, nei successivi 15 giorni previsti dallo statuto, la presidente Marini, di concerto con il commissario Verini e con il gruppo consiliare, valuteranno assieme, con responsabilità, l’opportunità di confermare le dimissioni e pertanto proseguire con lo scioglimento del consiglio regionale o se proseguire la legislatura per il perseguimento di alcuni obiettivi, primo fra tutti, quello della riforma sul sistema dei controlli”.
Miccioni non ha mancato, nel suo intervento, di “ringraziare tutti i nostri candidati sindaco e tutti i candidati ai consigli comunali del Partito Democratico della provincia di Perugia, per l’impegno, la passione e la serietà con cui stanno affrontando questa difficile campagna elettorale.
Mi sia concesso poi di rinnovare stima e sostegno alla nostra candidata al Parlamento Europeo Camilla Laureti, perché con la sua forza e la sua determinazione, il Pd dell’Umbria possa tornare ad avere un proprio rappresentate nelle istituzioni europee”.