Coronavirus, il dramma dei medici e infermieri: tamponi negati. Il caso dell’Ospedale di Perugia, bilancio pesante.

Non riusciamo a difendere nemmeno chi ci deve difendere.  In Umbria c ‘ è un lungo elenco di medici, infermieri, tecnici e personale sanitario infettati dal coronavirus. Molti camici bianchi non lavorano in sicurezza, in primis mascherine filtranti ; all’ Ospedale di Perugia , come negli altri presidi sanitari dell’Umbria, c ‘ è un clima di tensione che si percepisce sotto traccia . Non se la sentono di denunciare ufficialmente il loro dramma, temono di incorrere in sanzioni disciplinari. Molti di loro non sono stati sottoposti tempestivamente ai test malgrado che nelle corsie, ma anche negli studi, sono entrati in contatto con pazienti positivi. I tamponi, nella maggior parte, si sono fatti solo ai sintomatici. Nonostante le condizioni di precarietà in cui si trovano ad operare giorno per giorno, cercano di dare il meglio. Ma la verità è che si sentono abbandonati, sbattuti in prima linea senza attrezzature. ” Medici, infermieri, personale sanitario forse eroi, ma non devono diventare martiri “, denuncia un sanitario oggi in pensione. A causa del contagio , in Umbria , si vedono sempre più camici bianchi prendere il posto dei loro assistiti. Purtroppo questo numero salirà se non cambieranno in fretta le condizioni di lavoro, per adesso nessuno garantisce di voler correre ai ripari. Chi , invece, ha avuto il coraggio di denunciare questa drammatica situazione è stata la dottoressa Marina Onorato, responsabile del Laboratorio trasfusionale del Santa Maria della Misericordia, vittima dei mancati controlli. In una intervista al quotidiano ” La Nazione” ricorda che per gli operatori sanitari dell’Ospedale di Perugia non è previsto il secondo tampone per verificare la negatività al Covid-19. ” Un atteggiamento – denuncia la responsabile del Laboratorio, intervistata dalla giornalista Erika Pontini – che non ha nulla nè di razionale, nè di scientifico, nè di giuridicamente corretto, che ci può far diventare serbatoi asintomatici del virus “. La dottoressa  Marina Onorato era venuta a contatto con un paziente Covid, poi deceduta. Le è stato fatto un tampone, risultato negativo, è rientrata in servizio ma quando l’Asl l ‘ha chiamata, come da protocollo, per il secondo controllo, quando ha scoperto che si trattava di un medico ha spiegato che il tampone non sarebbe stato eseguito. Eroi forse si , ma non martiri.