Umbria, manovre di avvicinamento nel centrodestra e il mini rimpasto di giugno in Regione. Scelti i candidati per le province: Zuccarini e Pernazza

Un bel pò di affanno connota l’azione di governo della giunta regionale e prolunga lo stato di stand-by in cui versa la Regione. In attesa che succeda qualcosa, la coalizione di centrodestra prova a compattarsi per affrontare gli appuntamenti delle prossime settimane. Per serrare le fila dell’alleanza ci sono stati in questi giorni diversi faccia a faccia. Prima un summit in un noto ristorante della città capoluogo di regione tra Virginio Caparvi (segretario regionale della Lega), Franco Zaffini (segretario regionale di Fdi) e Andrea Romizi (coordinatore regionale di Fi). Una cena a base di pesce per placare i malumori del dopo voto delle amministrative e affrontare l’appuntamento delle prossime provinciali di dicembre. Poi un vertice di Fi con Raffaele Nevi, Roberto Morroni e Andrea Romizi, la settimana scorsa,  in un bar del centro storico di Perugia, a metà pomeriggio, per trovare una intesa sulle candidature da presentare a fine settimana per l’elezione dei due nuovi presidenti di Provincia. Infine, l’assemblea dei quadri di Fdi ad Assisi, domenica scorsa, che si è conclusa con delle vere e proprie bordate contro la gestione Tesei e la giunta regionale. Il sentimento generale dei dirigenti di Fdi che è emerso dagli interventi è stato di “insoddisfazione, a volte latente a volte esplicita, nei confronti degli elementi di scarsa novità introdotti dal governo regionale”. Insomma, per la destra al governo della regione “il cambiamento tanto atteso e sognato finora non c’è stato”. Per tutti questi motivi, e non solo, i vertici di Lega, Fdi e Fi hanno provato, spesso attorno ad una tavola imbandita, a chiarirsi le idee e a trovare un denominatore comune. Ma nonostante gli ammiccamenti resta un a certa insofferenza. Resta l’irrequietezza di Fdi sul mancato rispetto degli equilibri in giunta regionale, resta l’insofferenza di Fi sempre più marginale all’interno della maggioranza e resta il nervosismo della Lega per le continue strattonate di Zaffini. Sulla giunta regionale, indipendentemente dal caso Melasecche, il rimpasto si farà ma non adesso. Si farà a metà legislatura quando si tratterà di eleggere nuovamente il Presidente del Consiglio regionale. A quel punto,  Marco Squarta lascerà Palazzo Cesaroni e si trasferirà a Palazzo Donini con il grado di Vicepresidente. A presiedere l’Assemblea legislativa sarà un membro dell’attuale giunta che obtorto collo aiuterà la Tesei ad uscire da un tunnel pericoloso. Sarà, quindi ,un mini rimpasto comunque non indolore. Nell’immediato le scelte sono state fatte, almeno per quanto riguarda le due province di Perugia e Terni. Le elezioni si svolgeranno il 18 dicembre prossimo ma le candidature dovranno essere presentate entro domenica prossima, 28 novembre. Sono eleggibili a presidente della Provincia tutti i sindaci dei Comuni del territorio provinciale. Su questo appuntamento l’intesa è stata trovata, sia pure con diversi feriti lasciati sul campo. Per la provincia di Perugia il candidato presidente sarà Stefano Zuccarini, Sindaco di Foligno, leghista, che lascia a piedi il Sindaco di Norcia Nico Alemanno, al quale il coordinatore regionale di Fi Romizi aveva garantito la candidatura. Più mastino è stato il suo collega di partito, il deputato Raffaele Nevi, che ha ottenuto la candidatura del Sindaco di Amelia Laura Pernazza a presidente della Provincia di Terni. Per adesso si tratta di prove di avvicinamento ma nel centrodestra si sta giocando una partita a poker che non si concluderà prima di giugno del prossimo anno, quando si procederà al rinnovo della presidenza dell’Assemblea legislativa e al mini rimpasto di giunta.