Umbria Mobilità, non ci fu danno erariale: tutti assolti amministratori regionali e provinciali.

Dopo tre anni si chiude definitivamente di fronte alla Corte dei Conti la vicenda Umbria Mobilità. In appello , la prima sezione presieduta da Agostino Chiappiniello, ha confermato la sentenza di primo grado della Corte dei Conti dell’ Umbria: non ci fu alcun danno erariale. La Procura della Corte dei Conti di Perugia, nel 2017, aveva chiesto la restituzione di ben 44 milioni di euro a 45 amministratori, tra consiglieri regionali e provinciali, burocrati della regione e vertici dell’azienda Umbria Mobilità. L ‘inchiesta fu avviata dopo l’assunzione di delibere da parte della Regione e Provincia di Perugia, che erogavano contributi all’ex azienda regionale dei trasporti. Era il 2012 quando Umbria Mobilità si trovava in una drammatica crisi di liquidità. Per evitare l ‘interruzione del servizio e garantire ai dipendenti di non perdere il posto di lavoro, la giunta regionale decise di intervenire con 17 milioni di finanziamento insieme ad altri 5 milioni per l’aumento di capitale. L ‘ amministrazione provinciale di Perugia, invece, deliberò un prestito di 3,6 milioni di euro. Nel 2018 arrivò la sentenza di primo grado: tutti assolti perchè quei contributi garantirono un la prosecuzione di un servizio essenziale quale quello del trasporto pubblico locale. Secondo i giudici di primo grado non ci fu nessuna appropriazione o distrazione dalla finalità pubblicistica da parte degli amministratori. Anzi i vertici di Regione e Provincia agirono all ‘interno dei canoni di ragionevolezza . Ora arriva anche l ‘ultima sentenza, quella definitiva. Per la prima sezione giurisdizionale di appello la sentenza di primo grado è giusta e condivisibile. Va confermata perchè non ci fu alcun danno erariale. Ora ci sono 142 mila euro di spese legali da liquidare, saranno tutte a carico dei bilanci di Regione e Provincia.