Un virus nel virus, i casi spia dell’Umbria sulle varianti. Rischio maggiore virulenza

Un virus nel virus. Proprio ieri l’Istituto superiore di sanità ha pubblicato uno studio su quanto è frequente da noi le temibile variante inglese del Covid. Una mutazione che, come sottolinea lo studio, presenta una maggiore trasmissibilita’ e si sospetta che si possa associare a una maggiore virulenza. I risultati analizzati in 82 laboratori dicono che la ” mutazione è diffusa nell’ 88% delle Regioni partecipanti allo studio “. Ovunque. La diffusione sul livello nazionale non è omogenea ma questo potrebbe essere un fatto solo temporaneo.  Per adesso la variante inglese è concentrata in alcuni focolai soprattutto in Abruzzo (oltre il 50% di prevalenza), Lombardia (il 30% dei positivi), Veneto (il 20% dei tamponi), Umbria e Molise . I casi di variante brasiliana sono poco meno di venti, soprattutto in Umbria, e la variante sudafricana è stata riscontrata una volta in un viaggiatore di ritorno a Malpensa dal Sudafrica . Per adesso sono comunque tre le realtà che registrano una ripresa della curva dei contagi: le province di Bolzano e Trento e l’Umbria. Per l’epidemiologo Vespignani, lo scienziato italiano a Boston, ” la variante inglese è destinata a raddoppiare nelle prossime due settimane: ” A fine febbraio arriverà al 50% e a marzo diventerà prevalente”. Per evitare che si traduca in un aumento dei contagi è importante mantenere l’indice Rt basso oggi. Per queste ragioni l’ Umbria deve necessariamente capire, in fretta, perché si è  ammalata per prima di varianti inglese e brasiliana. Ma ancora prima deve capire quanto siano diffuse le mutazioni sul territorio oltre ad approfondire i 42 casi di reinfezione di soggetti guariti dal Covid e su parte degli 98 soggetti risultati positivi dopo la seconda dose di vaccino. In questi ultimi, sanitari e ospiti delle Rsa , a preoccupare sono soprattutto i 31 che hanno scoperto di avere l’infezione da otto a quattordici giorni dopo la seconda fiale, quando la protezione vaccinale dovrebbe arrivare al 95%. Si tratta di casi spia.