sabato 23 settembre 2017 - aggiornato alle ore 05:49        

Appalto pulizie Comune Terni, sindacati sul piede di guerra: “Inaccettabile un ribasso del 58% delle ore di lavoro” Per Filcams, Fisascat e Uiltucs: “Inevitabili forti ripercussioni sulla qualità del servizio". E il fatto che l'affidamento sia per soli sei mesi "non può essere una scusa"

palazzo spada

TERNI – “Con un ribasso del 58% delle ore di servizio previste nell’appalto è semplicemente impossibile che le pulizie degli immobili del Comune di Terni rispettino gli standard di qualità necessari, previsti nel capitolato, e fino ad oggi garantiti”.

È perentorio il giudizio di Matteo Lattanzi, della segreteria Filcams Cgil di Terni, che insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs Uil torna a denunciare le gravissime criticità determinate dall’assegnazione dell’appalto con una fortissima contrazione sulla base d’asta (che era di 200mila euro per sei mesi).

Per i sindacati si tratta di un fatto estremamente grave, che si ripercuoterà pesantemente non solo sulla vita delle 26 lavoratrici impiegate, ma anche sull’igiene, la pulizia e la vivibilità degli ambienti comunali. “È evidente – afferma Sergio Sabatini della Fisascat Cisl Umbria – che se una lavoratrice che prima aveva 5 ore per pulire un ambiente ora ne ha 2, quell’ambiente sarà molto meno pulito di prima. E ci stupiamo del fatto che questo non susciti preoccupazione nei palazzi dell’amministrazione cittadina”.

Naturalmente, drammatiche sono anche le conseguenze per le addette del servizio: “Da uno stipendio medio di 7-800 euro al mese, che consentiva a queste donne e madri di sopravvivere, ora siamo passati a buste paga da 200, 150 euro al mese – spiega Massimiliano Ferrante della Uiltucs Uil di Terni – il tutto con l’azienda appaltatrice, una cooperativa calabrese, che non rispetta numerose voci del contratto nazionale per esempio su anzianità, rimborsi per gli spostamenti e orari minimi di servizio giornalieri e settimanali”.
Insomma, per i sindacati il quadro è estremamente grave, tanto che dopo gli incontri presso il Comune e la Direzione territoriale del lavoro, in mancanza di risposte all’altezza, la vertenza è destinata ad inasprirsi: “Non intendiamo fermarci – afferma ancora Matteo Lattanzia, della Filcams Cgil – e si chiaro a tutti: il fatto che l’appalto dura solo 6 mesi non può consentire a nessuno di abbassare lo sguardo su quello che sarebbe per Terni un precedente molto pericoloso.
Chiediamo al Comune – conclude il segretario Filcams – di dichiarare ufficialmente se lo standard dei servizi è garantito ed è in linea con le premesse del capitolato, oppure se il taglio delle ore si sta ripercuotendo anche sulle aspettative di qualità e sulla copertura al 100% delle aree e degli immobili oggetto dell’appalto”.
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