martedì 21 novembre 2017 - aggiornato alle ore 14:49        

Assisi, il pullman non è attrezzato e un alunno disabile non può andare in gita con i compagni Il ragazzino ci sarà, accompagnato dai genitori

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ASSISI –  Grazie all’amore della sua mamma e all’auto di famiglia un alunno disabile assisano è partito in gita scolastica. Ad accompagnarlo, come detto, la sua mamma e non il pullman. Questo perché l’autobus, che avrebbe dovuto portare in gita tutti gli alunni, era sprovvisto di pedana per disabili. La scuola non ha colpa, ha fatto tutto quello che doveva fare. La colpa è di qualcun altro e, a causa di questo, l’alunno che frequenta una classe del Convitto Nazionale di Assisi, non è riuscito ad andare in gita insieme ai suoi compagni nello stesso autobus.

La madre farà una denuncia e si rivolgerà agli avvocati, scrive il Corriere dell’Umbria nell’edizione di oggi. La scuola ha espletato tutto l’iter come da bando e quindi nulla le può essere imputato. L’istituto a gennaio avrebbe scritto a diverse agenzie, richiedendo un preventivo per il viaggio di istruzione a Padova e Trieste, dal 20 al 22 aprile 2017, pertanto sia l’autobus che l’hotel dovranno essere predisposti ad accoglierlo nel rispetto della normativa vigente. Il preventivo – scriveva la scuola – dovrà indicare tutte le informazioni richieste secondo le modalità indicate, pena l’esclusione dalla procedura di aggiudicazione”.

La mamma mercoledì per scrupolo ha chiamato l’agenzia (la partenza era prevista per ieri) chiedendo se l’autobus fosse dotato di pedana per disabili, ma gli è stato detto che non c’era. Inutile la richiesta di trovare un autobus con pedana. L’alunno, ieri mattina mentre tutti i compagni salivano sull’autobus, è arrivato accompagnato dall’auto della mamma, e sempre con la mamma, in auto, è partito per la gita. “Siamo anche noi una parte lesa in questa vicenda  – ha sottolineato la rettrice del Convitto Nazionale, Annalisa Boni – e sin da subito ci siamo attivati con l’agenzia per capire come mai questo disguido. Ora valuteremo come agire”.

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