Assisi, il vescovo Sorrentino dopo il voto: “La Chiesa non ha liste, su di me solo calunnie”

ASSISI – Macigni o sassolini? La sentenza ai posteri, fatto sta che al neosindaco di Assisi Stefania Proietti arrivano gli auguri del vescovo, Domenico Sorrentino, tirato più volte in ballo in questa campagna elettorale, per il sostegno presunto ad alcuni candidati in corsa. Da Sorrentino l’auspicio ad un “rasserenamento degli animi e ad una rinnovata capacità di collaborazione”, ripresentando la riflessione scritta nel messaggio “Per amore del mio popolo”. “Quei punti – si legge in una nota – offerti alla riflessione pre-elettorale e consultabili sul sito della Diocesi, restano più che mai validi. Essi si pongono al di là e al di sopra degli schieramenti e delle geografie politiche. Esprimono la politica della persona umana, che non è né di destra, né di sinistra, né di centro, e si incarna nei valori di accoglienza e rispetto della vita e della dignità di ciascun essere umano, di promozione della famiglia ben compresa quale nucleo fondamentale della società, di esercizio delle buone, solidali e accoglienti relazioni sociali, fino alla custodia attenta e premurosa di “nostra Madre terra” secondo l’ispirazione evangelica e francescana”.

Quindi Sorrentino parla di “clima di aggressione” a cui è stato sottoposto nel periodo elettorale, durante il quale gli sono state attribuite “senza alcun fondamento, di tutto e di più, a proposito di operazioni di sostegno a candidati e parti politiche”. Il documento della Diocesi ribadisce che, dopo “aver reso il suo servizio di pastore alla Città con il suo documento, in tutto il tempo della competizione elettorale, non ha detto una sola parola in più, né autorizzato articoli o interventi di qualunque natura, a sostegno dell’una o dell’altra persona, dell’una o dell’altra posizione, confidando nel libero, democratico e responsabile dibattito. Tutte le cose scritte, su carta stampata o social media, sono frutto di illazioni e valutazioni degli opinionisti, costruite spesso estrapolando passaggi fuori contesto del detto Messaggio”.

Quindi “nessuna parola diversa da quella scritta” e cioè che la “Chiesa di Assisi non avrebbe avuto nessuna lista e nessun candidato”. “Se uomini di Chiesa si sono espressi, lo hanno fatto a titolo privato, certamente non autorizzati. Chi ha messo in giro voci contrarie lo ha fatto inventando e calunniando. Senza generalizzare, e dunque con l’onore dovuto a quanti sono stati ossequienti alla verità  e al buon senso, – il Vescovo non dubita che siano i più – egli si chiede se quanti si sono espressi su di lui in modo così apertamente proditorio  – approfittando del suo silenzio di rispetto elettorale – siano stati all’altezza di una Città che dovrebbe distinguersi  anche per il suo livello culturale e il suo spirito di pace”.

In questo quadro, Sorrentino “offre sincero perdono e chiede ora a tutti, con affetto di pastore, di pensare innanzitutto al bene della città. La Chiesa di Assisi, che sta vivendo un tempo di grande rinnovamento sulla base del progetto sinodale recentemente varato, intende fare quanto è suo dovere, nel suo proprio ambito, implicante anche la formazione alla dottrina sociale cristiana, e prega per quanti sono chiamati a governare, perché abbiano luce e forza, lasciandosi alle spalle le tensioni elettorali, per un servizio finalizzato sempre e solo al bene comune, nel rispetto dei valori umani e cristiani che contraddistinguono, agli occhi del mondo, la Città Serafica. Su tutti il vescovo invoca la benedizione del Signore”.

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