Ast, cassa integrazione per 700 operai: volano gli stracci dentro la Rsu Fim, Fiom, Fismic e Ugl contro la Uilm danno un'altra versione dei fatti

TERNI – “La Uilm-Uil non ha firmato la Cassa integrazione ordinaria mettendo a rischio la copertura di 700 lavoratori”. Prendono le distanze così le altre sigle rsu di Ast ossia Fim-Fiom- Fismic e Ugl, rispetto alla presa di posizione di Uilm-Uil. Il giorno dopo il tavolo convocato per discutere della videosorveglianza all’interno del sito siderurgico di Terni e nell’ambito del quale era anche prevista la firma per il rinnovo dell’ammortizzatore sociale, volano gli stracci all’interno della Rsu.
La sottoscrizione per la cassa integrazione è arrivata da tutte le sigle Rsu ad eccezione della Uilm-Uil che ha riferito di come la proprietà abbia abbandonato il tavolo di fronte alla richiesta delle previsioni trimestrali dei volumi. Una ricostruzione smentita dalle Rsu delle altre quattro sigle. “Pur ritenendo sbagliato e condannando l’atteggiamento dell’azienda – scrivono – va chiarito che la decisione è scaturita da una discussione che non ha niente a che vedere con l’accordo per le tredici settimane di cassa, né con i volumi produttivi, bensì riguarda la delegazione Ulm-Uil presente al tavolo e titolata, in base al regolamento vigente tra le Rsu, ad affrontare i temi in discussione”.
“Non è più ammissibile – continuano – che la Uilm-Uil disattenda puntualmente tale regolamento, presentandosi ai tavoli ogni volta con persone diverse che spesso durante lo stesso incontro si intercambiano senza permettere di dare corretta continuità alle riunione. Facciamo poi presente – proseguono Fim, Fiom, Fismic e Ugl – che la direzione aziendale nei minuti successivi ha riconvocato l’esecutivo di fabbrica per chiarire l’accaduto e riprendere la riunione, ma la Uilm-Uil non si è presentata, dichiarando discutibilmente che aveva impegni di organizzazione”.
Per quanto riguarda poi l’accordo sulla cassa integrazione, le quattro sigle sindacali sostengono che “su proposta di tutte le organizzazioni sindacali, l’azienda stessa ha presentato il verbale per la riapertura della cigo, essendo terminata quella prevista nel precedente accordo. Tutta la discussione sui volumi – scrivono le Rsu di Fim, Fiom, Fismic e Ugl – era già stata ampiamente affrontata negli incontri precedenti, dove si era giunti a richiedere e ottenere il prolungamento dell’accordo sull’ammortizzatore sociale. Accordo per noi fondamentale perché tutela tutti i lavoratori del sito vista la critica situazione del mercato”.
Tutte le RSU nelle settimane precedenti hanno espresso forti preoccupazioni rispetto ai volumi, investimenti e andamento generale del sito, che ha portato a svolgere un incontro con L’Azienda alla presenza delle Segreterie provinciali, che successivamente hanno sollecitato la verifica Ministeriale dell’ Accordo del 3 dicembre. Incontro questo ottenuto per il prossimo 22 marzo al Mise.

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