Ast, a tre giorni dal tavolo al Mise, il Pd incalza sulla vertenza

TERNI – Si stringono i tempi in vista dell’incontro di martedì al Mise sulla questione Ast. Oggi è stata un’altra giornata di confronto. A Terni, invitato per la festa dell’Unità, è arrivato il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei che ha incontrato prima i lavoratori poi, nel pomeriggio, i rappresentanti sindacali. Taddei ha assicurato che il Pd farà “tutto quello che è in nostro possesso per fare in modo che questo malessere venga risolto, perché siano parte di un progetto industriale strutturato e che abbia un futuro. Siamo qui a dire all’impresa che se cerca un interlocutore istituzionale, serio, per poter effettivamente presentare un piano industriale che abbia un futuro e che possa mantenere occupazione questo interlocutore ce l’ha nel Governo e ce l’ha anche con il sostegno del Partito democratico”.

Taddei ha assicurato che «gli strumenti normali, che in ogni Paese normale si possono e si debbono utilizzare per salvaguardare un patrimonio nazionale, saranno messi in campo dal governo» e che questa è «la volontà con la quale ci si prepara al vertice di giovedì prossimo». Circa la proposta avanzata dal vicepresidente della Camera, Di Maio, di utilizzare il Fondo strategico nazionale, Taddei ha detto che prima bisogna “utilizzare quello che abbiamo, e quello che abbiamo sono degli azionisti. C’è una possibilità di sviluppo industriale – ha concluso – utilizziamo fino in fondo le opportunità che abbiamo poi valutiamo quali sono le altre. E’ inutile ventilare ipotesi”.

Ad accompagnare Taddei, oltre al sindaco Di Girolamo e il presidente della Provincia Polli, anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini che ha detto che giovedì le istituzioni umbre, insieme al Governo, cercheranno un confronto con la proprietà. Ha aggiunto anche che “accanto al ruolo proprio delle istituzioni c’è un ruolo forte anche delle forze politiche nel rappresentare le nostre istanze, quelle del mantenimento del carattere industriale del sito di Terni, ma anche della capacita’ di avanzare delle proposte di merito che noi vogliamo fare, e le faremo come Regione”.

“Il presupposto per assicurare il mantenimento dell’attuale occupazione e il mantenimento futuro – ha continuato la Marini – è che questa possa essere a tutti gli effetti un’industria che non abbassa la sua capacità produttiva, che non riduce i suoi volumi di produzione, che continua a fare innovazione e ricerca. Oggi queste garanzie dal piano che ci è stato presentato non le abbiamo, sia per gli elevatissimi costi sociali che sono previsti che per la strategia industriale che quel piano sottintende”.

Intanto oggi un gruppo di deputati del Pd questa mattina ha presentato una mozione, i cui primi firmatari sono la vicepresidente della Camera, Marina Sereni, e il capogruppo, Roberto Speranza, in cui si chiede che “Il presidente del Consiglio prenda in mano la situazione Ast”.

Il documento impegna “a costruire una cabina di regia che coinvolga tutte le parti interessate per affrontare i nodi principali: riconsiderazione del piano industriale scritto da Thyssenkrupp e questione delle relazioni con la commissione europea sul tema dell’equilibrio concorrenziale”.

“Il testo presentato dal Pd – spiega la Sereni – prevede poi l’impegno per il Governo a promuovere presso l’Ue tutte le iniziative necessarie alla tutela di un asset strategico nazionale anche tramite il mantenimento dell’integrità del polo siderurgico. Il gruppo del Partito democratico chiede inoltre un nuovo slancio per le politiche a favore della siderurgia ed in particolare l’attivazione di specifici interventi di sostegno alla reindustrializzazione dell’area ternana, prevedendo anche il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti e l’utilizzo del Fondo strategico italiano”.

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