Attesa pronto soccorso di Perugia e Gubbio-Gualdo, Barberini chiarisce in Aula Nel perugino oltre 62mila accesi: necessaria integrazione fra ospedale e territorio. A Branca circa 28mila utenti: verso il potenziamento

Si è parlato dei pronto soccorso umbri nella seduta del consiglio regionale del 28 marzo, in particolare di quelli degli ospedali di Perugia e di Gubbio-Gualdo Tadino, dove sono state evidenziate delle difficoltà nei tempi di attesa troppo lunghi e i consiglieri  Marco Squarta (Fdi) e Andrea Smacchi (Pd) hanno interrogato l’assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini, che ha risposto snocciolando i numeri, auspicando una maggiore in integrazione fra presidi ospedalieri e territorio.

Pronto soccorso Perugia

Il consigliere il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli d’Italia) ha illustrato l’atto ispettivo con cui ha chiesto all’Esecutivo regionale “di risolvere le rilevanti questioni emerse in relazione al sovraffollamento del servizio di emergenza del ‘S.Maria della Misericordia’ di Perugia anche rivedendo le competenze dei medici di base o attuando altre misure di contenimento dei disagi”.

Squarta ha sottolineato che i dati “sono chiari quanto allarmanti: circa 50 minuti di attesa per un codice verde, persone che aspettano anche 4 ore, altre che sostano in attesa anche per 10 ore. Tutto ciò dimostra che la situazione è insostenibile e che l’organizzazione del pronto soccorso deve essere rivista, per evitare che i pazienti debbano affrontare di nuovo questi disagi. Il problema sta anche nella mancanza di sinergia tra gli ospedali territoriali, che porta pazienti da tutto il territorio provinciale a recarsi nel pronto soccorso di Perugia: una mobilità sanitaria che dimostra la presenza di problemi di comunicazione tra nosocomi e di organizzazione delle rete sanitaria dell’emergenza”.

Nella risposta l’assessore Barberini ha evidenziato che “nel 2016 il pronto soccorso del santa Maria della Misericordia ha avuto 62139 accessi, di questi 7331 sono codici bianchi, 42915 codici verdi, 8386 codici gialli e 845 codici rossi. Emerge che oltre la metà degli accessi sono sostanzialmente inappropriati (codici bianchi e verdi). I tempi di attesa sono stimati nell’ordine: di 89 minuti per codici bianchi, di 46 per codici verdi, 10 minuti per i codici gialli e meno di 3 minuti per i codici rossi. Quindi dove c’è un’emergenza la risposta è immediata. L’attesa è molto al di sotto della media nazionale. La soluzione non è in una diversa strutturazione dei presidi di pronto soccorso, ma in una integrazione vera e concreta tra ospedali e territorio. Moltissime persone si rivolgono al pronto soccorso perché non trovano sul territorio una risposta adeguata. Pensiamo quindi di intervenire su una rivisitazione e riorganizzazione prevedendo un ruolo e un’organizzazione diversi ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta per garantire continuità e presenza temporale per almeno 12 ore nell’arco di 5 giorni alla settimana. Questo permetterà di dare adeguata risposta a quei codici che rappresenterebbero accessi inappropriati ai pronto soccorso. Già nell’anno in corso arriveremo alla definizione di questa organizzazione territoriale”.

Pronto soccorso Branca (Gubbio-Gualdo Tadino)

Il consigliere regionale Andrea Smacchi (PD), nella sua interrogazione discussa nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa dedicata al Question time, ha chiesto alla Giunta regionale quali azioni intenda intraprendere “per rendere il servizio di Pronto soccorso dell’ospedale di Branca maggiormente funzionale e organizzato alla luce delle esigenze e criticità emerse nelle ultime settimane, rispetto alle quali si ritiene opportuno un costante monitoraggio dei flussi in entrata che permetta di capire se si tratta di situazioni contingenti e occasionali, o la conseguenza di una mobilità proveniente sempre da Perugia o dalle Marche”.

Smacchi ha rilevato che “si è verificata una anomala serie di afflussi nel Pronto Soccorso di Gubbio-Gualdo Tadino, codici rossi e gialli mai visti fino a questo momento: rispetto a una media di 0,6 codici rossi e di 19 codici gialli al giorno, in alcune giornate vi sono state sino a 5-6 codici rossi e fino a 40 codici gialli. Non sappiamo se ciò è conseguenza dell’apertura della tratta Perugia-Ancona o della riorganizzazione del sistema sanitario delle Marche e del depotenziamento dell’ospedale di Fabriano. Da alcune verifiche fatte, nella maggior parte dei casi si tratta di pazienti che vengono dall’Alto Chiascio ma il trend prevede un aumento negli ultimi mesi di circa il 14 per cento delle prestazioni dell’ospedale di Branca. In queste giornate di straordinario afflusso siamo arrivati a aspettare fino a 10 ore per una prestazione di codice bianco, creando sicuramente pressioni sugli operatori sanitari. Sappiamo che a giorni ci sarà la nomina del nuovo responsabile del territorio del pronto soccorso, una unità in più di personale medico che si aggiungerà a quello attualmente presente. Se i codici rossi e i codici gialli dovessero continuare ad incrementarsi, sarebbe necessario un ulteriore potenziamento”.

Nella sua risposta l’assessore alla sanità Luca Barberini ha spiegato che “il Pronto soccorso dell’ospedale di Branca nel 2016 ha avuto quasi 28mila accessi. Rispetto ad altri presidi ospedalieri, qui c’è una minore incidenza dei codici bianchi. Le situazioni rappresentate si riferiscono al 20 marzo scorso, quando c’è stata una serie straordinaria di concomitanze, con il raddoppio dei codici gialli e la quintuplicazione dei codici rossi. Nello stesso giorno ci sono state 10 chiamate al 118, con ambulanze, medici e infermieri che sono usciti dalla struttura. Monitoreremo con attenzione la situazione, anche se gli accessi registrati riguardano l’area su cui l’ospedale insiste. In generale sembrano aumentare i codici gialli e rossi, che hanno bisogno di assistenza dedicata e tempestiva. L’azienda si sta muovendo per potenziare il personale del comparto e nei prossimi giorni sarà nominato il responsabile del pronto soccorso. Se si verificheranno altri accessi anomali andrà rivalutata la dotazione complessiva della struttura”.

 

 

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