Bilancio in avanzo per l’Università. Chiuso l’anno con un più 17 milioni

PERUGIA – Le casse dell’Università del capoluogo umbro sono tornate a godere di buona salute. Così dicono i numeri. Nella presentazione del bilancio consuntivo 2016 il delegato del rettore professor Alessandro Montrone, introduce il quadro finanziario dell’Ateneo di fronte al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione. Lo Studium perugino può vantare un bilancio in attivo facendo registrare un avanzo di 17 milioni e mezzo di euro e un indebitamento finanziario ai minimi termini. Gli investimenti che sono stati intrapresi sono stati finanziati quasi per intero con risorse dell’Ateneo, specificatamente per quanto concerne il rifinanziamento dei dipartimenti, mentre un’altra fetta del fondo è stata accantonata. E già si pensa all’anno prossimo con delle operazioni a vantaggio della sostenibilità e a sostegno degli studenti, concentrandosi sulle linee per la programmazione, quelle annuali e quelle del triennio 2018-2020. Da Palazzo Murena spiegano che “tutto questo rientra nell’ottica dell’assicurare la migliore continuità e sostenibilità alle attività dell’Ateneo, a tutto vantaggio dei suoi studenti, seppure in un non facile contesto, nel quale a finanziamenti ministeriali da anni decrescenti si aggiunge la recente introduzione della no tax area per coloro che appartengono a famiglie con Isee fino a 15mila euro”. Inoltre, un’importante azione è stata intrapresa dall’Università che ha decretato una riduzione di tasse e contributi per gli iscritti con Isee compreso tra 15 a 30mila euro, inserendo anche dei bonus legati al rendimento degli studenti. Così facendo l’Ateneo dimostra di voler portare avanti il percorso già cominciato nel luglio scorso a sostegno dei principi di equità, gradualità, progressività e di equilibrio di bilancio, cercando di chiudere la quadra garantendo la tutela delle fasce economiche più deboli e degli studenti più meritevoli. Che concretamente significano vantaggi fiscali per chi si trova in condizioni di difficoltà economica anche grazie alla riforma del sistema delle tasse che è stato distribuito in 17 scaglioni di reddito.

 

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