Stagione venatoria, avvio flop. Cambiano le regole per la caccia con l’arco

Avvio con il freno a mano tirato per la stagione venatoria. Il maltempo che si è abbattuto sulla regione ha penalizzato la giornata di preapertura della caccia. Poche doppiette in giro che sono rimaste a bocca asciutta: i carnieri sono rimasti particamente vuoti. Nel caso di maltempo, infatti, la fauna selvaggia tende a diventare stanziale. Questo avvio flop ha fatto sì che la prima giornata di caccia trascorresse in assoluta tranquillità. La prossima apertura è prevista per la solo mattinata di domenica 7 settembre.

20.000 sono i cacciatori nella provincia di Perugia e 9.000 in quella di Terni. Trend in calo per quanto riguarda il numero dei cacciatori che nella Provincia di Terni negli ultimi 5 anni diminuiscono di 1.000 unità, e anche in quella di Perugia subiscono il ribasso. La causa di questa diminuzione va probabilmente individuata nella crisi delle famiglie e nei costi elevati che sono legati alla caccia.

Oggi nella Provincia di Perugia sono impegnate 30 pattuglie di polizia provinciale per garantire il buon andamento della giornata.

“In Umbria la caccia di selezione agli ungulati può essere esercitata solo con le armi a canna rigata, secondo il regolamento del 1999. Il nuovo regolamento che prevede l’estensione all’arco non è ancora in vigore: l’iter non è stato completato e sull’atto ci siamo riservati ulteriori valutazioni in Giunta regionale”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale alla Caccia, Fernanda Cecchini, nell’incontro che si è svolto stamani “in un clima cordiale e costruttivo” con i rappresentanti della “Lav – Lega Antivivisezione” Umbria. È stato il primo di una serie di incontri fissati con le associazioni animaliste, cui seguirà venerdì prossimo quello con l’associazione “Animalisti italiani”.

“La proposta di modifica al regolamento regionale per la gestione faunistico-venatoria dei cervidi e bovidi con cui si ampliano le modalità del prelievo selettivo – ha ribadito l’assessore – non è frutto né di insensibilità, tanto più che abbiamo predisposto un disegno di legge regionale che riconosce prioritari i diritti e la tutela degli animali, né di decisioni estemporanee. È stata infatti elaborata all’interno del quadro normativo fissato dalle leggi nazionali ed è suffragata dalle linee guida sulla caccia di selezione dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, secondo il quale l’arco è un mezzo di caccia ‘estremamente efficace, etico e sicuro’, ‘privo di invasività ambientale’ e che offre ‘una sicurezza passiva totale’”.

“In sede di Giunta regionale – ha detto ancora – faremo ulteriori approfondimenti e valutazioni nel merito. Intanto resta in vigore il regolamento precedente che, voglio ribadirlo, riguarda il prelievo selettivo di alcune specie, con regole rigorose che obbligano, fra l’altro, il selettore a seguire appositi corsi di formazione”.

La Giunta regionale dell’Umbria, nella seduta odierna, ha intanto deliberato l’avvio delle procedure per l’aggiornamento del Piano faunistico-venatorio regionale.

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