Cannara, parla l’ex vicesindaco Galletti: “Il bilancio era un bluff, ecco perché non l’ho votato” La ex numero due di Gareggia spiega le ragioni che l'hanno portata a non votare i conti

CANNARA – L’amministrazione comunale è commissariata ma il clima politico non si calma. E così, dopo i comizi in piazza dell’ex sindaco Gareggia, parla per la prima volta con un lungo post su Facebook un’altra protagonista della vicenda cannarese, la vicesindaco Elisabetta Galletti, uscita dalla giunta poco prima del crollo definitivo. La Galletti parla, prendendo a spunto un post di Gareggia sul bilancio, ratificato dal commissario.

“L’Avv. Gareggia torna sulla mancata approvazione del Bilancio di Previsione del Comune di Cannara, che ha determinato la caduta dell’amministrazione. Lo fa in un post pretestuoso e presuntuoso, nel quale difende il suo operato – dice – rivendicando scelte e risultati. Il bilancio e’ corretto dal punto di vista tecnico e formale (mai detto il contrario), e per questo il commissario ha dato corso all’approvazione. Cosa diversa è dire che quel bilancio risponda alle priorità e alle esigenze dei cannaresi. Tutte le nostre richieste, fatte proprie dall’ex sindaco in un ordine del giorno, sono state sì accolte ma senza che che gli venisse data una reale copertura finanziaria”.

“Un documento – spiega la Galletti – che voleva essere più uno specchietto per le allodole, una strumentale ancora di salvataggio, che una espressione di vera volontà politica e, che per questo non abbiamo votato. Avvallare tale atto, vuoto e per niente concreto, sarebbe stata una presa in giro per i cittadini. Nel documento ricorrevano le parole “con fondi da reperire”, “con mutui da accendere”, “con risorse da individuare”, “con fondi regionali o nazionali” insomma “sì lo faremo quando troveremo i soldi”. E ancora, come assessore competente, ed esponente del PD nell’esecutivo, ho chiesto risorse a favore della scuola per l’infanzia, negate in ultimo in sede di riunione di maggioranza da un primo cittadino al quale dovrebbe stare a cuore l’educazione a partire dalla prima infanzia; sono riuscita a mettere in bilancio qualche migliaio di euro tagliuzzando tra vari capitoli che fanno capo al sociale. Come PD abbiamo sempre sollecitato risorse e la stipula di convenzioni per le associazioni sportive, culturali, sociali, ricreative del nostro territorio per dare loro la possibilità di fare una programmazione delle attività anziché navigare a vista. Si rinviava sempre tutto adducendo varie motivazioni, a volte anche colorite, che nulla avevano a che fare con una seria dialettica politica e con un’amministrare obiettivo e super partes. Un giorno si diceva una cosa e il giorno dopo era l’esatto contrario”.

“Anche per questo negli ultimi mesi, è venuta meno la fiducia nei confronti di un sindaco che, tra le altre cose, si è dimostrato incapace di tenere insieme la sua maggioranza, palesando ripetutamente, come detto, incoerenza e andando avanti con forzature assolutamente antidemocratiche. Un atteggiamento che mal si addice ad un primo cittadino eletto con i voti di una coalizione e che, quando si vede in pericolo, annaspa in cerca di un salvagente come ad esempio la recente iscrizione al Partito Democratico. Lo strappo decisivo, di un abito già molto sfilacciato, è stata la vicenda delle nomine Irre, fatte dal sindaco d’imperio e senza la minima condivisione con le forze politiche che erano l’unica espressione democratica degli elettori. Detto ciò, mi dispiace per il mio paese essere arrivati a questo punto. Va riconosciuto l’errore che il Pd ha commesso: quello di aver appoggiato Gareggia prendendo purtroppo atto a posteriori, di aver fatto la scelta sbagliata”.

“La mia amarezza si accosta al malumore e allo sfibramento che si è palesato tra tutta la maggioranza. Non sono infatti passate inosservate ai più attenti alcune pesanti assenze dalla piazza dell’1 giugno, dove si è visto un ex sindaco sempre più solo, affiancato da soli tre consiglieri comunali su otto (si chieda lui perché anziché dare sempre la colpa ad altri). Un ex sindaco, che in quell’occasione, appariva ancora una volta in preda alla smania di rivincita e che continuava, per l’ennesima volta, a lanciare accuse infondate verso gli altri; la realtà è che Gareggia, in quella come in altre occasioni, si stava parlando allo specchio. Concludo chiedendo di abbassare i toni e soprattutto di moderare i termini del dibattito. I pesanti insulti (per la verità di persone che si possono contare con le dita di una mano) che sono volati in questo periodo non servono, creano solo disgregazione nella comunità; disgregazione che è il male peggiore per un territorio. Non sono stata e non sarò mai ad urlare in piazza. La mia voce e le mie ragioni Gareggia le conosce, le ha sempre conosciute, le ha sentite più volte relativamente a molti argomenti ma purtroppo per noi tutti molto spesso non le ha ascoltate. Per quanto mi riguarda sono a disposizione di chiunque voglia parlarmi per chiedermi chiarimenti come ho sempre fatto (e questo i tanti cittadini che si sono confrontati con me possono testimoniarlo). Non risponderò invece alle sterili polemiche da bar di chi ha o di chi vuol far passare a vizio una visione distorta della realtà per farle poi rimbalzare amplificate sui social network”.

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