Caso mense, a Perugia il 21 gennaio l’assemblea dei genitori. A Terni il Cosec in pressing sul Comune

Il 21 gennaio si terrà l’assemblea generale dei genitori ma intanto non si placano le polemica sull’acqua. Davanti al diniego del dirigente di divulgare l’esito dei controlli sull’acqua prima che ricominci la scuola, Comitati e Associazioni Genitori esprimono sdegno. “Il proclamato spirito di leale collaborazione è destinato a rimanere lettera morta – scrivono – I genitori non sono stati convocati a dicembre per discutere della “proposta” che entro novembre il comune avrebbe dovuto inviare, vengono osteggiati e tenuti all’oscuro degli esiti dei controlli, ma hanno tutto il diritto di sapere e di essere informati prima di gennaio”.
I genitori dicono di essere “profondamente insoddisfatti del servizio, lo dimostrano le numerosissime segnalazioni – aggiungono – a fronte delle quali il gestore risparmia riducendo il biologico in alcune scuole, non apre le non conformità (ieri è ricomparso in una scuola il pesce con le spine) e il comune non eroga sanzioni. Invece che puntare a migliorare il servizio, il gestore cancella la festa natalizia del 19 dicembre, prevista in offerta, e risparmia regalando l’ultimo giorno pandorini ma non ai bambini assenti. Il 21 gennaio – concludono – si terrà l’assemblea generale dei genitori, che esigono fin da ora dal Sindaco risposte chiare e trasparenti”.
A Terni i genitori riuniti nel comitato Cosec, in attesa di essere convocati dalla seconda commissione, fanno alcune precisazioni dopo la bagarre in consiglio comunale. Il Cosec ribadisce che il cotto e mangiato non si tocca e puntualizza che qualsiasi decisione dovrà essere concertata. “Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Mascio – dice il comitato – ha affermato che entro il 30 dicembre non verrà presa alcuna decisione in un verso o in un altro rispetto all’unico centro di cottura o meno. Ma – aggiunge – ci sembra alquanto singolare che solo il 10 dicembre l’assessore alla scuola Carla Riccardi non abbia saputo dare delucidazione alcuna all’utenza e dopo 10 giorni sia stato già sdoganato il concetto di centro unico di cottura”.
Il comitato si dice dispiaciuto “che alcuni consiglieri comunali stiano tentando di sminuire quanto accaduto in consiglio comunale come una bagarre orchestrata da pochi scalmanati fomentati dai partiti di minoranza. Ci spiace non abbiano capito che il Cosec è dotato di testa pensante, rappresenta l’utenza insoddisfatta, delusa e stanca, che desidera strenuamente che in futuro altri possano usufruire del servizio così come noi stessi lo abbiamo conosciuto ed apprezzato”.
Il comitato auspica che “nel caso in cui si procedesse con il piano di realizzazione di un centro unico di cottura cittadino, l’utenza possa beneficiare, grazie al raggiungimento degli obiettivi di economicità, di una diminuzione della quota di compartecipazione. Nel caso in cui venga garantito il mantenimento delle cucine in loco, solo allora – conclude – potrebbe aprirsi un’ipotesi di equo scaglionamento della tariffa per fasce di reddito, certificate tramite ISEE”.

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