sabato 23 settembre 2017 - aggiornato alle ore 05:46        

Contado di Porta Eburnea: niente vincolo. Le associazioni protestano Il Mibact si impegna ad una riformulazione della proposta del vincolo

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PERUGIA – Il ministero dei Beni culturali non va a fondo sulla questione del vincolo sul contado di Porta Eburnea e le associazioni ambientaliste si scagliano all’attacco. Lo dice una nota firmata dall’associazione “per la salvaguardia e lo sviluppo del Contado di Porta Eburnea”, citando il fatto che il ministero ” ha sostanzialmente archiviato la proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’area del Contado di Porta Eburnea, impegnandosi a dare corso “ad una riformulazione della proposta del vincolo”, in quanto il “raffronto tra le cartografie ha evidenziato la presenza di un numero considerevole di aree di potenziale espansione edilizia afferenti alle numerose frazioni e borghi di cui è costituito il Comune di Marsciano,  la maggior parte ricadenti proprio nel perimetro proposto dal vincolo”.

“Il MiBACT si è arreso di fronte ai fantomatici interessi della Regione Umbria, del Comune di Marsciano e di quella sottocategoria di costruttori edili che non sono all’altezza di effettuare restauri e risanamenti conservativi dei circa 13 bellissimi borghi medievali esistenti nel Contado e delle numerose dimore storiche ivi esistenti per il restauro dei quali potrebbero lavorare decine di ditte per ben 100 anni – è il commento dell’Associazione Porta Eburnea, degli Amici di Morcella e Legambiente Umbria che da anni si battono per salvaguardare il Contado di Porta Eburnea, quel lembo di territorio a sud-ovest di Perugia di 58 kmq, che segue i corsi dei fiumi Caina e Nestore, raro patrimonio paesaggistico, storico e culturale minacciato da un’espansione edilizia esponenziale incontrollata e incoerente. – E’ triste osservare che il Dicastero responsabile della Tutela dei Paesaggi e delle Dimore Storiche abdichi con tanta chiarezza ed in modo così contraddittorio all’affermazione delle proprie attribuzioni, asserendo esplicitamente in un documento ufficiale (redatto pochi giorni prima dell’udienza dell’11 aprile 2017 con il solo scopo di giustificare il proprio Silenzio Inadempimento presso il TAR LAZIO) la prevalenza delle ragioni dell’espansione edilizia e di occupazione di suolo a quelle, costituzionalmente e legalmente prioritarie, della tutela del  paesaggio e degli insediamenti di immenso valore storico in esso  contenuti. Il Ministero afferma inoltre di voler dare corso ad una riformulazione della proposta di vincolo ridotto, sacrificando così intere aree già dichiarate di interesse paesaggistico. Oppure ha semplicemente deciso di lasciare l’area così come è, cioè senza tutela, fino alla fine dei tempi”.
“La nostra battaglia di fronte al TAR si conclude qui –  continuano le associazioni – vista la conferma dell’inadempimento del Ministero e vista la chiarezza con la quale il MiBACT annuncia i motivi che hanno causato l’arresto dell’iter per il vincolo a suo tempo avviato. Non termina certo il nostro impegno contro il consumo di suolo, a difesa del paesaggio e del territorio del Contado di Porta Eburnea. Ci adopereremo affinché venga adottata la riconfigurazione più estesa, già oggetto della nostra proposta originaria, chiedendo ad alta voce l’inclusione nel vincolo anche delle zone di Migliano, del Castello delle Forme e della Torre Goretti di Pila, invocando sia gli stessi atti della Soprintendenza, che hanno riconosciuto il particolare valore culturale di quelle aree che ora si intendono sacrificare agli interessi edificatori,  sia gli obblighi prioritari imposti al Ministero e allo Stato Italiano dall’art. 9 della Costituzione, dalla giurisprudenza degli ultimo 20 anni e dalla Convenzione Europea del Paesaggio”.
“E poi ci attiveremo molto più che in passato – concludono l’Associazione Porta Eburnea, gli Amici di Morcella e Legambiente Umbria – per organizzare convegni, seminari e conferenze, invitando anche personaggi famosi a parlare delle ricchezze del Contado e per diffondere presso la stampa e le TV le loro idee su uno sviluppo economico del Contado, dell’Umbria e dell’Italia basato sulla valorizzazione invece che sulla distruzione delle proprie immense ricchezze culturali e sulla salvaguardia dell’ambiente e dei paesaggi”.
 

 

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