Crisi Tecnowind, Smacchi (Pd) interroga la Giunta regionale: “Intervenire”

GUBBIO – “La crisi di alcune aziende con sede nella regione Marche ha un contraccolpo anche in Umbria come nel caso della Tecnowind di Fabriano, che occupa circa 600 lavoratori tra dipendenti diretti e dell’indotto, di cui circa 40 abitano tra Gubbio e Gualdo Tadino”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Partito democratico, Andrea Smacchi, annunciando la presentazione di un’interrogazione con la quale chiede alla Giunta di Palazzo Donini “quali azioni si stanno mettendo in campo, in collaborazione con la Regione Marche, per scongiurare la chiusura della Tecnowind, visto l’impatto, non solo occupazionale ma sempre più di tenuta del tessuto economico sociale, che una tale chiusura avrebbe sui nostri territori”.

“La Tecnowind – spiega Smacchi – è un’azienda sana sul versante industriale. Si tratta del primo produttore europeo di cappe da cucina, tra i leader internazionali per la produzione di piani cottura, che opera da oltre 30 anni in questo settore. Ora l’azienda rischia di scomparire dal mercato per problemi di carattere finanziario che l’hanno portata ad una crisi gestionale. Da troppo tempo si sta cercando una soluzione per far ripartire l’impresa, ma nonostante mesi di trattative non sono state ancora trovate soluzioni definitive di messa in sicurezza dell’azienda. E questo accade nell’assoluta assenza di informazioni reali sulle motivazioni per cui le trattative non siano andate a buon fine”.

“Negli ultimi anni la Regione Umbria – continua Smacchi – ha messo in campo risorse proprie e comunitarie per ricreare le condizioni di un nuovo sviluppo dell’area. È ora necessaria un’azione sinergica con la Regione Marche, che possa prevedere un grande piano di rilancio dell’intera fascia Appenninica, al di là dei confini meramente amministrativi. Infatti le chiusure di aziende importanti come la Merloni e la Faber hanno determinato una situazione drammatica per l’occupazione, quantificata in una perdita complessiva di circa 5000 posti di lavoro negli ultimi anni. Inoltre – conclude – i recenti eventi sismici stanno producendo un danno indotto al sistema del turismo, del commercio e dei servizi con effetti evidenti in tutta l’Umbria e nella Marche, con gravi effetti evidenti in tutta la fascia Appenninica”.

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