Cyberbullismo, il Viminale vuole impugnare la legge regionale umbra. La presidente Porzi: “Spero si tratti di un equivoco, osservazioni sbagliate”

PERUGIA – Dal Viminale arrivano diverse strette, non solo sull’erogazione del diritto d’asilo, come annunciato dal ministro Salvini nelle scorse ore. Il ministro Salvini sembra aver dato direttive precise anche in altre direzioni: un documento arrivato direttamente dal Ministero sui tavoli delle presidenti Marini e Porzi da parte degli uffici del Viminale ha avvisato sull’intenzione di procedere all’impugnativa se non si dovesse procedere ad alcune modifiche. Impugnativa che potrebbe arrivare già domani, essendo convocato un Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno che l’analisi delle leggi regionali.

Il documento del Dipartimento Affari legislativi e relazioni parlamentari dice che l’atto invade la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza. Troppo “ampia” la formulazione dell’articolo 1 e dell’articolo 4, ritenuti invasivi della competenza statale.

All’attacco la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, che della legge è prima firmataria, insieme a Rometti (Ser). “Spero che sia dovuta ad una svista, ad un malinteso o ad un equivoco la manifestata volontà del Ministero dell’Interno, retto da Matteo Salvini, di impugnare la legge regionale dell’Umbria sul Cyberbullismo a causa di un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato. Secondo il Viminale infatti il provvedimento umbro, approvato all’unanimità dall’Aula, invaderebbe le competenze del Governo”.

“Il Ministero dell’Interno – spiega la presidente Porzi – solleva dubbi di legittimità costituzionale per alcune parti, che risulterebbero lesive della competenza esclusiva statale. Non so quale sarà la decisione della presidente Marini, l’organo competente per l’eventuale ricorso in caso di impugnativa del Governo – dice la presidente Porzi –, ma intendo rilevare che le contestazioni al provvedimento non hanno ragion d’essere, frutto forse di un efficientismo fuori luogo nei confronti di una legge di civiltà che vuole rafforzare e creare sinergie con le attività degli organi competenti, in virtù del fatto che chi è nei territori conosce meglio le problematiche di chi è a Roma”.

“Sottolineando che leggi analoghe delle altre Regioni (Lombardia, Lazio, Liguria e Friuli Venezia Giulia) non sono state impugnate – conclude la presidente Porzi – ribadisco il fatto che il provvedimento umbro non presenta alcunché di ‘sovversivo’: non abbiamo certo inteso con la nostra normativa di sostituirci o sovrapporci agli organi dello Stato, abbiamo solo messo a disposizione uno strumento in più, volto a rafforzare lo sforzo di tanti soggetti coinvolti nella lotta al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo che è una vera piaga del nostro secolo”.

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