Discarica di Orvieto, sull’ampliamento la parola passa a Palazzo Chigi

ORVIETO – Sarà la presidenza del Consiglio dei Ministri a mettere l’ultima parola sul progetto di ampliamento della discarica di Orvieto. Nella seconda conferenza dei servizi in Regione che concludeva la procedura di Via, la Sovrintendenza ha dato parere positivo sull’aspetto archeologico del progetto, sul quale per altro aveva chiesto dei chiarimenti alla Sao che gestisce la discarica e che aveva presentato il piano, ma ha dato parere negativo sull’aspetto paesaggistico. Tanto è bastato per rimettere la questione alla Presidenza del consiglio dei ministri visto che la Sovrintendenza è un ente statale, sovraordinato alla Regione. Il progetto, presentato da Sao Acea, interessa l’area attualmente in esercizio della discarica, relativa al secondo calanco dove si chiede un ampliamento delle volumentrie, senza andare ad interferire in altri siti (terzo calanco). Il piano prevede una sovraelevazione del secondo calanco. Un piano che ha visto l’ok del servizio rifiuti della Regione che lo ha ritenuto necessario in virtù dell’approssimarsi dell’esaurimento delle volumetrie delle discariche umbre e del Comune di Orvieto che, nonostante la presa di posizione politica contraria, non ha potuto non dare il nulla osta dal punto di vista della compatibilità urbanistica.
Ora si attende il parere di Palazzo Chigi ma si profila in nodo dei tempi. Il progetto è stato presentato ad agosto 2014, in sei mesi la procedura di Via si sarebbe dovuta concludere ma è passato un anno e mezzo. Se l’autorizzazione non dovesse arrivare entro i prossimi 4-5 mesi, il progetto potrebbe non essere più realizzabile visto che le discariche umbre, secondo quanto annunciato dalla Regione, entro il 2018 non potranno più accogliere rifiuti.

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