Ex Fcu, “treni lumaca”: non c’è soluzione

PERUGIA – Continuano le difficoltà dell’Ex Fcu. Dopo i lavori sul tratto Città di Castello – Umbertide si sono aggiunte le problematiche legate al limite di 50 chilometri orari imposto dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. “Ci sono ritardi ma stiamo lavorando per trovare una soluzione” dice Mauro Fagioli, direttore dell’esercizio su ferro di Umbria Mobilità. Tra le soluzioni l’introduzione del doppio agente in cabina. “Questa vicenda – dicono i sindacati – rischia di affossare, anzi azzerare il trasporto su ferro in Umbria, scoraggiando ulteriormente i clienti e generando una situazione difficilmente recuperabile anche negli anni futuri, proponendo, per altro, un servizio non assolutamente all’altezza delle tariffe applicate, che dovrebbero essere riviste in modo da rendere il servizio appetibile e competitivo rispetto alle modalità di trasporto”.

In rivolta anche il Coordinamento comitati pendolari umbri che, attraverso Gianluigi Giusti, hanno preso carta e penna e hanno dato bacchettate a destra e a manca. “Il decreto arrivato dopo la Puglia – dice – è stato un correre ai ripari. Si stabilisce la divisione tra gestore dell’infrastruttura ed impresa ferroviaria, come come disposto da anni dalle Direttive Europee, recepite nel tempo dallo Stato italiano”. E sulle disposizioni legate alla velocità: “Ci sono pesanti ricadute per la clientela, in special modo pendolari che ora vedono dilatarsi in modo esponenziale i tempi di percorrenza, soprattutto a causa del limite orario”. Quindi un lungo elenco di lamentazioni e di criticità. dettate più che altro dalle scelte fatte dalla politica regionale.

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