Falsi ricoveri all’ospedale di Foligno, il gup assolve 60 indagati tra medici e infermieri Per il giudice delle indagini preliminari il fatto non è previsto dalla legge come reato

Una sessanta persone tra medici e infermieri dell’ospedale di Foligno sono state prosciolte nell’ambito dell’inchiesta sui falsi ricoveri. Accusati di avere utilizzato falsi ricoveri per parenti e amici per non fare pagare loro gli accertamenti clinici ai quali si dovevano sottoporre, il gup di Perugia oggi li ha assolti. Dovevano rispondere a vario titolo di truffa, falso (16 quelli rinviati a giudizio solo per questo reato) ed esercizio abusivo della professione medica.
Il proscioglimento è stato disposto perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Secondo il giudice sarebbe infatti configurabile il 316 ter del codice penale, cioè l’indebita percezioni di erogazioni in danno dello Stato. Quando però la somma contestata è inferiore a 4 mila euro, come per i casi oggetto del procedimento, è prevista solo l’applicazione di una sanzione amministrativa.
“Estrema soddisfazione” per la decisione del gup è stata espressa dall’avvocato Giancarlo Viti, uno dei difensori degli indagati, che ha aggiunto: “Attendiamo comunque di leggere le motivazioni del giudice”.

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