Fondazione Carit, arrivano le dichiarazioni del sindaco in merito alla questione nomine: “Grande amarezza”

TERNI – C’è tanta amarezza e sconcerto nelle dichiarazioni del sindaco di Terni, Leopoldo di Girolamo, sulla questione nomine della Fondazione Carit. Le nomine del sindaco, ovvero, Aristide Paci e Maria Sole D’Annibale, non hanno raggiunto il quorum. “Quanto avvenuto ieri all’interno del comitato di indirizzo della Fondazione Carit è motivo di sconcerto e di grande ammarezza”, dichiara il sindaco Leopoldo Di Girolamo.

“Amarezza – prosegue il sindaco – non perché sono state respinte proposte che arrivano dalla mia persona, ma perché sembra di capire che il pronunciamento di ieri non entri nel merito dei curricula delle persone da me indicate. Voglio subito ribadire che i due curricula sono di assoluto valore, non hanno nulla di meno di altri che pure sono stati ritenuti idonei. Le due persone che hanno dato con generosità e senza alcun calcolo la loro disponibilità – e per questo li ringrazio – hanno valenza e portata di rilievo, con comprovate esperienze anche di livello nazionale. Il punto è che si è arrivati a questo risultato dopo settimane caratterizzate da prese di posizione, peraltro non sempre accompagnate dal merito di una esposizione alla luce del sole, che sminuivano e criticavano in maniera strumentale il ruolo delle istituzioni, quasi che quello che fosse espressione del pronunciamento democratico e politico della città fosse un marchio di ignominia. Si è voluto creare e alimentare uno scontro tra politica e antipolitica, tra istituzioni e non, uno schema che ha caratterizzato, peraltro con risultati molto mediocri, tanti altri settori della vita del Paese e che ora sembra essere presente anche dentro uno dei pilastri di questa città, quale è la Fondazione Carit.

In queste settimane è stato messo decisamente in secondo piano l’approfondimento dei temi, dei ruoli, del rapporto tra Terni e la Fondazione. Ho avuto già modo di dire, sempre a riguardo del tema del rinnovo del gruppo dirigente della Fondazione, che la città ha bisogno di approfondimento non di contrapposizione fine a se stessa. Nelle nomine che sono prerogativa del sindaco, e non di altri, mi sono mosso con l’obiettivo di mettere a disposizione della città figure che potessero portare valore aggiunto, che avessero esperienza e rappresentanza. L’amarezza è anche legata al fatto che persone di spessore sono state penalizzate per una contrapposizione distorta, che non porta nulla alla città. Terni ha bisogno di altro.

Noi come amministrazione comunale, pur in un quadro di grande difficoltà di tutti gli enti locali, portiamo avanti il governo della città, puntando al dialogo, alla condivisione, al coinvolgimento di tutti i soggetti che possono aiutare Terni a tenere il passo della ripresa e dei cambiamenti in corso. Guardiamo agli elementi che possono unire. Questo continueremo a fare, proponendo anche a chi sembra preferire divisioni, contrapposizione e strumentalizzazioni, contenuti e metodi di lavoro sereni e proficui per la città”.

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