Fondazione Carit, dalla maggioranza arriva l’affondo su Cavicchioli

TERNI – Da un lato si chiede condivisione e dall’altro la si dimentica. Così è stato anche per le nomine nella Fondazione Carit. E’ questo in sintesi il senso dell’intervento di tre consiglieri di maggioranza rispetto alle scelte del sindaco.
Dopo gli strali dell’opposizione questa volta la “bacchettata” viene dall’interno del Pd. In una nota del consigliere Michele Pennoni (Pd), che porta la firma anche dei consiglieri Luigi Bencinvenga (Progetto Terni) e di Valdimiro Orsini (Pd), la prima stoccata va al capogruppo del Partito Democratico, Andrea Caviccioli. Dopo aver premesso che le recenti nomine in seno alla Fondazione sono state effettuate dal Sindaco Di Girolamo sulla base di una scelta fiduciaria effettuata nella sua piena autonomia, “le dichiarazioni del capogruppo Cavicchioli, giunte addirittura prima di quelle del Sindaco stesso – si legge nel documento – sono da considerarsi inopportune in quanto il fatto che l’amministrazione comunale, o il Partito Democratico – che il capogruppo rappresenta – non sponsorizzi questo o quel candidato è un fatto talmente ovvio che nel sottolinearlo o motivarlo si corre il rischio di far pensare il contrario, avvallando la tesi di un sostegno politico delle nomine effettuate. Anzi, sapendo che è proprio lo statuto della Fondazione che esclude per i nominati vincoli di mandato, come è giusto, sacrosanto che sia, le scelte devono essere compiute in modo da arricchire, col massimo valore aggiunto, un’importantissima istituzione, che gioca un ruolo fondamentale in chiave futura per la città”.
“Senza nulla togliere al prestigio e alle qualifiche di chi è stato nominato – proseguono Pennoni, Bencivenga e Orsini – a cui auguriamo un buon lavoro, lamentiamo una mancata condivisione non dei nomi dei soggetti ma dei loro profili; un confronto sulle qualità e sugli elementi che le nomine avrebbero dovuto apportare avrebbe indubbiamente rinvigorito la Fondazione e non sarebbe certo stata una perdita né di tempo né di opportunità mentre ora rischia di essere occasione di rimpianto. Secondo noi, l’interesse collettivo passa attraverso scelte radicalmente inedite, di cui la città ha un estremo bisogno, garanzia un alto livello di innovazione, merito e competenze. Se la guida della città necessita uno sforzo partecipato, questo risulta complicato da raggiungere se da un lato si chiede condivisione e dall’altro la si dimentica”.
I tre consiglieri chiedono che “la discussione avviata nel partito e in maggioranza in cui si sono delineati i tratti del futuro cittadino si possano affrontare i temi della città a 360 gradi, non 359”.

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