Gentiloni a Perugia per la convenzione sul bando delle Periferie: “Risorse per il rammendo degli strappi dovuti all’evoluzione”

PERUGIA – Quasi quaranta milioni di euro per Perugia e Terni, due delle 120 città che si sono aggiudicate un finanziamento per il bando della riqualificazione delle periferie. Le convenzioni sono state firmate oggi alla stazione di Fontivegge, al centro del progetto di Perugia, alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni. Arrivato in orario rispetto alla scaletta, Gentiloni ha visitato il quartiere e poi si è recato nella Stazione per il momento ufficiale. Ad introdurre Michele Fioroni, assessore perugino, che ha parlato della giornata odierna come la fine di un percorso e l’avvio di un imponente programma di rigenerazione urbana.

Per Di Girolamo, il bando per le periferie ha dimostrato la qualità del Comune, che “ha saputo rispondere alla sfida”. Per Terni il progetto si chiama “Intereset”.

Il progetto di Perugia si chiama invece “Doppio binario” e punta “sulle idee e sui contenuti”, ha detto il sindaco Romizi. “La Fontivegge che verrà sarà il frutto di una nuova qualificazione. Abbiamo voluto inserire il talento nel cuore del disagio urbano, puntando sulla collaborazione con le istituzioni accademiche”. Perugia come Seattle dunque.

Gentiloni ha sottolineato la grande importanza del progetto di riqualificazione delle periferie. “Le grandi città – ha detto –  sono un grande luogo di influenza per l’Italia. Dobbiamo prendersene cura e assicurare la qualità del tessuto urbano. Fa parte di un dovere. Intervenire in questi argomenti riesce ad aumentare la capacità di influenza e attrazione dell’Italia a livello internazionale. E’ stato questo l’Animus con cui il governo lancio questo bando nel 2016 per 120 città. Investimento complessivo rilevamento, si muovo 4 miliardi e 2 miliardi statali. Risorse attraverso cui possiamo rilanciare il mercato interno della nostra economia. Bersaglio e obiettivo della qualità del tessuto, ma anche spinta su alcuni aspetti dei consumi interni, mercato dell’edilizia e riqualificazione urbana”.

Il tutto, ha detto Gentiloni, in un momento importante per la nostra economia, in cui si registra un rilancio. “Il bando per le periferie – ha detto Gentiloni – punta su molteplici obiettivi, ma c’è una cornice unica: tutti mirano a ricucire alcuni strappi che l’evoluzione ha prodotto in alcune aree. Rammendo come una delle opere fondamentali. Il rammendo serve rendere le città poi competitive, per attrarre insediamenti produttivo, cultura, sostenibilità ambientale e rischio idrogeologico. Infine c’è l’obiettivo dell’inclusione sociale. Migliorare la capacità di essere accoglienti. Il fatto di vivere in città non ha risolto alcuni dei rischi che attraversano le società contemporanee. Si chiamano bandi per le periferie ma descriviamo aree che ne hanno bisogno a prescindere. Esistono situazioni che servono per ricucire”.

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