La giustizia lumaca manda nel caos le procedure concursuali delle aziende della media valle del Tevere

La giustizia lumaca manda in tilt le procedure concursuali della media Valle del Tevere. La denuncia viene della Cgil che porta per esempio il caso emblematico dell’azienda F2M di Marsciano. “ Con la riforma della geografia giudiziaria – spiega Rossano Rubicondi dell’ufficio vertenze della Cgil – sono stati chiusi 200 uffici giudiziari in tutta Italia, accorpati diversi tribunali e spostate le competenze territoriali in una sorta di grande partita a scacchi. In questo riordino le cause di lavoro e tutte le procedure concorsuali (Concordato Preventivi, Fallimenti ecc.) della Media Valle del Tevere sono state spostate da Perugia a Spoleto”.

“Se al riordino e all’accorpamento fossero seguite anche velocità ed efficienza nell’espletamento delle procedure – aggiunge Rubicondi – si sarebbe sopportato meglio il disagio per una sede “fuori mano” e “scomoda” come Spoleto”.

“Come ufficio vertenze – dice il sindacalista della Cgil – stiamo seguendo varie pratiche che sono finite al Tribunale di Spoleto, ma che a tutt’oggi non si riesce a sapere quando verranno espletate dal giudice competente. La situazione sta diventando insostenibile per centinaia di lavoratori alcuni dei quali incominciano a trovarsi in seria difficoltà”.

I lavoratori licenziati, che hanno finito qualunque forma di sostegno al reddito che devono ancora percepire degli stipendi e il trattamento di fine rapporto (liquidazione), soldi che potrebbero ottenere dal Fondo di Garanzia dell’Inps una volta che il giudice abbia omologato il concordato preventivo o reso esecutivo lo stato passivo del fallimento della loro ex azienda.

Rubicondi porta come esempio le lavoratrici della F2M di Marsciano che devono avere ancora il trattamento di Fine Rapporto, che per alcune di loro supera i 30000 €.

“In questo caso specifico stiamo aspettando l’omologa del Concordato, ma dopo mesi di attesa non è stata fissata ancora una data. Successivamente alla richiesta dell’azienda di aprire la procedura – spiega Rubicondi – sono rientrati in cassa diversi migliaia di euro che a detta dell’Avvocato basterebbero per pagare tutti i crediti dei lavoratori. Ci sono i soldi, ma sono bloccati in attesa dell’omologa da parte del giudice del concordato stesso. E’ una situazione non più tollerabile e non escludiamo la possibilità di mettere in campo forme di protesta dure ed eclatanti perché venga risolto al più presto questo vero e proprio blocco della Giustizia”.

 

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