Il presidente Cia: “Il 2015 sarà una buona annata per l’olio umbro”

“Nel 2015 l’olio extravergine di oliva umbro sara’ certamente il migliore degli ultimi anni come qualità e anche sotto l’aspetto quantitativo si può stimare fin d’ora una produzione di 60-65mila ettolitri, con una chiara tendenza al recupero in direzione delle quantità normalmente prodotte nella regione”. A sostenerlo il presidente regionale della Cia dell’Umbria, Domenico Brugnoni. “Infatti – prosegue – nonostante le piante siano state sottoposte ad un notevole stress idrico specie in alcune fasi estive particolarmente calde, l’olio sarà di buona qualità soprattutto perché le alte temperature raggiunte hanno contenuto molto la presenza di mosca olearia senza necessita’ di particolari interventi. Un risultato ottimo ottenuto anche grazie ad una maggiore cura delle superfici a oliveto e ad una più puntuale attenzione al pericoloso insetto: azioni di informazione sono state messe in campo preventivamente per tutta la stagione olearia sia dal Consorzio di tutela dell’Olio Dop che dalle Associazioni di categoria, in primo luogo dalla Cia, accompagnate da un monitoraggio costante effettuato dai tecnici delle associazioni olivicole e del servizio fitosanitario della Regione”.
I prezzi, vista la qualità, si prevedono in rialzo ma potrebbero subire un duro colpo da un ulteriore ingresso di olio proveniente dall’estero. A tal proposito il presidente Brugnoni esprime “grande preoccupazione per le ripercussioni negative che certamente avrà, sulla nostra olivicoltura, la decisione della Commissione europea di incrementare di 35mila tonnellate, per i prossimi due anni, l’importazione di olio tunisino nel territorio comunitario”.
Per il presidente regionale della Cia si tratta di “una scelta irragionevole e dannosa, compiuta in
un momento di grave difficoltà per i produttori italiani, ed umbri in particolare, ancora alle prese con le conseguenze della disastrosa annata olivicola 2014. Inoltre anche su come quell’olio sarà commercializzato è lecito nutrire qualche dubbio: cosa sarà indicato in etichetta? Quale sarà il suo prezzo di mercato?”.
“Di fronte a tali forti perplessità – conclude Brugnoni – chiediamo al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, di intervenire sul Parlamento e sul Consiglio europeo, che saranno presto chiamati a decidere in merito”.

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