Ilserv: scatta la cassa integrazione per 200 operai, Ast: c’è chi invoca i benefici dell’amianto

Per i lavoratori della Ilserv scatta la cassa integrazione straordinaria per 200 lavoratori su 330 totali della più grande ditta esterna dell’Ast.Lunedì mattina sono intanto arrivate le raccomandate che annunciano l’attivazione della cassa integrazione straordinaria.

“Con la presente – è scritto nella lettera – Le comunichiamo che, in applicazione della procedura iniziata il 16 ottobre u.s. con comunicazione  alle OO.SS. e terminata con verbale accordo il 12 novembre u.s. Ella sarà considerato in cassa integrazione guadagni a zero ore dal giorno 13 novembre u.s. fino ad altra, ulteriore nostra comunicazione”. La cassa integrazione – è specificato – “troverà affettiva applicazione immediatamente dalla data successiva al periodo di utilizzo delle ferie residue. La comunicazione non ha potuto essere effettuata prima a seguito dell’indisponibilità delle informazioni e degli strumenti necessari causata dall’incendio degli uffici amministrativi e del conseguente danneggiamento dei mezzi aziendali”.

Alla luce di questo aggiornamenti i lavoratori Ilserv hanno espresso espresso l’intenzione di continuare lo sciopero e ora si dovrà capire come questo influirà sulla ripresa dell’attività all’interno del sito di viale Brin dopo la rimodulazione della protesta decisa dalle rsu.

Rimodulazione che prevede il rientro in servizio mercoledì per quadri e impiegati; di Aus; del Centro di finitura; di Aspasiel; della mensa e della cassa mutua: giovedì per i lavoratori del Tubificio; venerdì per quelli della Società delle fucine; sabato per Pix1 e Titania; domenica per Pix2 e lunedì per gli operai dell’Acciaieria e del Treno al caldo.

Per “sondare” il terreno questa mattina una capanello di impiegati, una ventina in tutto, hanno provato a presentarsi ai cancelli per entrare in fabbrica. Gli stessi hanno desistito dall’intento in quanto è stato fatto notare che una tale azione avrebbe diviso i lavoratori a due giorni dall’incontro chiave di Roma. E proprio in vista del tavolo al Mise, qualcuno oggi ha riproposto “lo scivolo” dell’amianto da inserire nella trattativa. “Se concessa l’applicazione dei benefici dell’amianto, che nel sito ThyssenKrupp di Torino sono stati riconosciuti fino al 2003 – dicono alcuni lavoratori – il problema dei 125 esuberi non si porrebbe”. Un centinaio di lavoratori, infatti, uscirebbe dalla fabbrica con questo “ammortizzatore”. Sul tema, a quanto pare, il sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova avrebbe tagliato corto e di fatto non sarebbe entrato nel negoziato. Sulla questione oggi c’è stato uno scambio ufficioso di battute con il segretario Fiom Rosario Rappa, presente a Terni per l’assemblea degli iscritti.

Il segretario ha spiegato che ci sono dei problemi di carattere politico e tecnico (quali la legge Fornero) che impedirebbero il ricorso ai benefici dell’amianto. Problemi che, a parere dei lavoratori, potrebbero essere superati.

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