Imu sui terreni agricoli, Confagricoltura sugli scudi, l’Anci prepara il ricorso, Cecchini: “Il decreto va bloccato”

“Manifestiamo il nostro dissenso nei confronti del governo”.  Questa la posizione di Confagricoltura rispetto al decreto ministeriale,  in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, che rimodula l’esenzione per l’Imu agricola. “In base al nuovo provvedimento – spiegano da Confagricoltura – 85 comuni umbri su 92 sarebbero assoggettabili a Imu e l’esenzione risulterebbe valida solo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali che operano nei comuni fra i 281 e i 600 metri sul livello del mare”.

“I comuni – aggiungono da Confagricoltura Umbria – verranno distinti in tre fasce, misurando la loro altitudine in base all’ubicazione della sede municipale e non attraverso una media generale riferita a tutto il territorio comunale tenendo anche conto della presenza di zone montane e svantaggiate. Senza considerare che mancano appena 13 giorni alla scadenza, non c’è ancora il decreto ufficiale e si è appreso dal sito del Ministero che comunque il pagamento dovrà avvenire inderogabilmente entro il giorno 16 dicembre”.

“Riteniamo che si tratti di un atto di inaudita gravità da parte del governo e dei ministri competenti, dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno e delle Politiche agricole – dichiarano da Confagricoltura Umbria –, in violazione dei più elementari diritti riconosciuti a ogni contribuente dal nostro ordinamento, di certezza del tributo, sostenibilità dell’imposta, temporalità del pagamento. Si tratta di un onere che andrebbe a gravare oltre tutto in una condizione di forte criticità per il settore  già duramente provato dalle calamità naturali, da un’annata particolarmente sfavorevole per quasi tutte le produzioni e dagli effetti della crisi economica. Inoltre l’iniquo provvedimento si aggiunge ad una Legge di stabilità, in discussione in Senato, che prevede il taglio di un ulteriore 8 per cento del contingente agevolato di gasolio agricolo che si somma a quello già effettuato del 15 per cento”.

“Chiediamo – concludono da Confagricoltura Umbria – alla Regione Umbria, ai parlamentari eletti in Umbria, all’Anci regionale e ai Comuni interessati di farsi portavoce per scongiurare l’attuazione di tali provvedimenti che, se confermati, obbligherebbero le aziende agricole umbre  a farsi carico di un onere insostenibile con conseguenze devastanti in una condizione di estremo disagio. È opportuno che questa tassazione sia sostenibile e ripartita con criteri di equità, cosa assolutamente disattesa”. Su questo Confagricoltura Umbria con Agrinsieme sta facendo sentire la propria posizione a livello nazionale.

E l’Anci Umbria si è già mobilitata.  In queste ore sta definendo le modalità e i termini per fare ricorso contro il decreto ministeriale Imu da presentare prima possibile anche facendo fronte comune con le altre Anci regionali. L’associazione umbra dei Comuni chiederà ufficialmente ai parlamentari umbri di presentare richiesta formale di ritiro del decreto Imu sui terreni montani e deciderà le prossime iniziative di mobilitazione in occasione dell’Assemblea straordinaria già convocata per sabato alle 9.30 nella sala del consiglio provinciale di Perugia.

L’assessore regionale all’agricoltura, Fernanda Cecchini chiede che “Il decreto del ministero delle Finanze venga immediatamente bloccato perché limita l’esenzione ai soli comuni il cui capoluogo sia ad una altezza superiore ai 601 metri”. Una richiesta che l’assessore Cecchini porterà all’attenzione della commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni e del ministro Martina negli incontri previsti per mercoledì prossimo, 10 dicembre.

“In Umbria – ha proseguito l’assessore, partecipando a Foligno ad un incontro sui temi dell’agricoltura – come nella quasi totalità dei comuni appenninici italiani, abbiamo una situazione in cui il capoluogo (la cui altezza è riferimento per la tassa) è situato nel fondo valle e tante aziende agricole sono invece collocate sui versanti in quota e proprio queste dovrebbero perdere l’esenzione. Il tema è molto sentito perché riguarda moltissimi piccoli coltivatori diretti ed imprenditori agricoli umbri che hanno proprietà molto frazionate e con basso reddito. Si tratta insomma di un provvedimento iniquo e sbagliato che cancella l’oggettiva condizione di ‘territorio svantaggiato’, universalmente riconosciuta alle realtà montane, ed aggrava ulteriormente la situazione di difficoltà di un intero comparto produttivo essenziale per il mantenimento dell’assetto idrogeologico del territorio ma anche delle produzioni di qualità e del made in italy”.

“Tra l’altro, sottolinea Cecchini esiste uno “Statuto del contribuente” che vieta espressamente di prevedere adempimenti prima di 60 giorni dalla entrata in vigore di provvedimenti fiscali. La scadenza, prevista per il prossimo 16 dicembre, per il pagamento del tributo, rappresenta quindi una palese violazione dei più elementari diritti, riconosciuti ad ogni contribuente dal nostro ordinamento”. Da queste considerazioni – ha concluso l’assessore Cecchini – nasce la richiesta al Ministro Martina di “sostenere l’assoluta esigenza di sospendere immediatamente la pubblicazione del decreto, prorogando quindi i termini di pagamento dell’Imu al 2015, con l’obiettivo di valutare correttamente i parametri assunti per determinare le nuove fasce di esenzione”.

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