Inchiesta sulla ricostruzione, in un appunto di Roscini l’ombra della politica

PERUGIA – Dalle carte sequestrate a Stefano Roscini aumentano le informazioni sul sistema che regolava la ricostruzione in Abruzzo. Nelle mani degli inquirenti c’è un appunto in cui sembrano essere elencate le percentuali delle mazzette nell’ambito dell’inchiesta che ha portato a sette arresti, tra cui il colonnello Piccotti, l’imprenditore Roscini e il geometra eugubino Riccardini.

Nell’appunto si riporta una percentuale del 5 per cento, probabilmente attribuita alla “politica”, ai tecnici il 2 e ai progettisti il 5. La Somma arriva al 22 per cento, che potrebbe coincidere con la richiesta che il consorzio perugino Ges.Com faceva agli imprenditori per accedere alla ricostruzione. Domani Roscini, insieme agli altri sei indagati, comparirà davanti al Gip Gianluca Sarandrea per l’interrogatorio di garanzia. A difendere Roscini ci sarà l’avvocato Pietro Gigliotti. L’intenzione è quella di smontare la posizione dell’imprenditore, così come è stato fatto per quella di Antonio D’Angelo, al quale è stata revocata la misura cautelare.

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