Inchiesta truffa ai malati: anche Romani dal carcere ai domiciliari

TERNI – Edoardo Romani passa dal carcere ai domiciliari. Ha deciso così il gip Tordelli, dopo l’istanza di scarcerazione presentata dai legali difensori di Romani, avv. Marco Gabriele e Manlio Morcella.

Una finta clinica – la “Seven to Stand”  di Terni – per “curare” i malati di sclerosi multipla, artrite reumatoide, morbo di Parkinson all’interno di un centro estetico in via XX Settembre a Terni. Circa 200 i pazienti – accertati ed identificati dagli inquirenti – hanno ricevuto le “anomale” cure da parte del centro.

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Avvocato Marco Gabriele

Un incasso enorme per la società, che già in 45 giorni poteva contare tra i 2.000 ed i 4.000 euro in tasca a paziente.

Le manette all’alba del 27 settembre scorso sono scattate per sei persone:

Fabrizio De Silvestri, avvocato reatino originario di Torino, accusato di essere il vero e proprio organizzatore del sistema.

Giovanni Petrini, titolare di una farmacia di Rieti cheaveva il compito di preparare il cocktail di farmaci, basandosi sulle direttive impartitegli dall’avvocato e acquistando le sostanze farmacologiche dalla Repubblica Popolare Cinese.

Annalisa Grasso, fisioterapista e compagna dell’avvocato reatino, che praticava le sue cure all’interno del Centro Estetico “Forme di Bellezza” e forniva anche indicazioni sull’assunzione di farmaci.

Pierluigi Proietti, medico odontostomatologo, direttore sanitario del Centro Estetico, ricevava i malati e assicurava loro l’efficacia della terapia. Già dopo 45 giorni avrebbero infatti avuto dei miglioramenti. Attualmente ristretto ai domiciliari.

Ed infine Edoardo Romani, ingegnere biomedico che si occupava di rifornire i farmaci e di divulgare il programma terapeutico attraverso una serratissima campagna pubblicitaria via Internet.

Ai domiciliari finisce un aiutante del centro estetico che svolgeva compiti puramente materiali: centralinista, autista, aiutante durante le sedute dei massaggi.

Tutto è cominciato nel 2014, quando alla Squadra Mobile di Rieti è giunta una segnalazione confidenziale. Il lavoro è stato poi trasferito alla polizia ternana che ha subito avviato una lunga e complessa indagine investigativa coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Terni, dott. Alberto Liguori e dal sostituto procuratore, dott. Marco Stramaglia.

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Materiale sequestrato dalla Polizia

Le indagini hanno individuato nell’avvocato reatino il capo dell’organizzazione. L’avvocato dopo aver fondato un’associazione denominata “Università Popolare Homo&Natura” – da circa due anni – esercitava abusivamente la professione medica nel centro estetico e diagnosticava malattie neurodegenerative gravi a oltre 200 pazienti. Somministrava anche cure farmacologiche secondo un protocollo medico di sua invenzione.

Le cure venivano spacciate come alternative alla medicina ufficiale – tanto da esser state già “testate” negli Stati Uniti – ed erano pubblicizzate come in grado di fornire un miglioramento quasi immediato alla vita del paziente.

Le capsule prescritte – è stato accertato tramite l’Istituto Superiore della Sanità di Roma – erano del tutto inefficenti ed in alcuni casi dannose per la cura delle patologie.

Il ruolo degli altri personaggi riguardava la fitta e stretta collaborazione tra ognuno nei diversi compiti assegnati. L’avvocato utilizzando il nome dell’ Università, rilasciava false attestazioni di partecipazione a corsi affini al protocollo – corsi che si svolgevano direttamente a casa sua.

Per cinque degli arrestati il gip Tordelli ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, mentre per il sesto quella dei domiciliari.

Tutti i provvedimenti cautelari sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile di Terni.

All’attività investigativa ha collaborato il personale NAS dei Carabinieri di Perugia che ha effettuato le analisi dei farmaci e delle sostanze sequestrate.

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