La débacle del centrodestra, ora si aprirà le resa dei conti e la Tesei rischia

Il centrodestra in Umbria si è sgretolato. Il voto di due domeniche fa e quello di oggi è soltanto una conferma. E’ successo ciò che ci si aspettava dopo i risultati del primo turno, ma quello che è avvenuto oggi è anche peggio di ciò che ci si aspettava. Le uniche tre vere città che sono andate al voto (Assisi, Città di Castello e Spoleto) in questa tornata elettorale vanno al centrosinistra. Dopo la straordinaria vittoria di Stefania Proietti ad Assisi, quelle di questo pomeriggio di Luca Secondi e Andrea Sisti a Città di Castello e Spoleto, rappresentano uno schiaffo alla classe dirigente che governa oggi le maggiori istituzioni umbre. Per il centrodestra non basta la vittoria di Amelia per addolcire la pillola. E’ una sconfitta totale, peggiore del previsto. Del resto, con una giunta regionale che arranca ormai da due anni, con una coalizione frantumata e con continui veti incrociati era impensabile che continuassero ad ottenere la fiducia dei cittadini. L’ aver pensato di poter vincere credendo nella fedeltà degli elettori di centrodestra ai simboli è stato un errore imperdonabile. Sul voto hanno pesato tante cose: la delusione verso l’immobilismo della Regione, le polemiche sul green pass e sui vaccini, l’assenza di una leadership, un’alleanza rissosa e l’assenza di candidati credibili. A pagare il prezzo più alto sono Lega e Fdi che subiscono il primo importante stop. La sconfitta di Spoleto brucia tanto quanto quella di Assisi di due settimane fa. Sono entrambe due facce della stessa medaglia. Ad Assisi si è preferito rinunciare a candidature forti per convergere su una non riconducibile all’uno o all’altro partito. L’assenza di una colazione è stata, inoltre, palese a Spoleto e Città di Castello dove ognuno ha intrapreso la propria strada mettendo da parte l’unità del centrodestra. Il risultato di tutto questo è stata la sconfitta, anche laddove  – come ad Assisi e Spoleto – la vittoria sembrava fino a due mesi fa quasi scontata. Si chiude così nel peggior dei modi questa tornata elettorale per il centrodestra, coi nervi a fior di pelle. Ora il clima sarà ancora meno idilliaco e la strada sarà costellata di tossine. Soprattutto se in Regione si continuerà a vivacchiare alla meglio e stentatamente.