Legge elettorale, la Commissione Statuto vota i primi due articoli, primo passo verso il collegio unico

In Commissione Statuto primo passo verso al collegio unico. Nella seduta di oggi l’organismo presieduto da Andrea Smacchi ha approvato i primi due articoli della proposta di legge elettorale, la commissione, cioè, è entrata nel merito del complesso articolato costituito dal testo “base” proposto dal PD (firmatario Smacchi), dagli emendamenti finora depositati (Smacchi-PD, Nevi-FI, Stufara-Prc/Fds, Lignani Marchesani-FDI, Brutti-Idv, Monacelli-Udc, Goracci-Misto/Comunista umbro) e dal testo di iniziativa del consigliere Mantovani (Misto-Ncd). Mentre il primo articolo si sostanzia in una modifica del “titolo” dell’attuale legge, aprendo di fatto “l’ingresso” alla nuova, il secondo contiene un primo riferimento al collegio unico regionale. E’ passata infatti la modifica nominale, ma sostanziale, che prevede la sostituzione della dicitura “circoscrizione regionale” in luogo delle circoscrizioni elettorali. Una modifica approvata da una maggioranza trasversale.
Nel dettaglio, il primo articolo, attraverso un emendamento sostitutivo di Smacchi, ridefinisce l’oggetto della legge che andrà di fatto a modificare la normativa vigente regionale (legge “2/2010”) e nazionale (“108/’68” e “43/’95”) ed è stato approvato con 16 voti (voto ponderato: ciascun componente esprime i voti del proprio gruppo) a favore (Buconi-Psi e Smacchi-PD) e 11 contrari (Nevi-FI, Monacelli-Udc, Mantovani-Misto/Ncd, Zaffini-FDI, Goracci-Misto/CU, Stufara-Prc/Fds).

Il secondo articolo, anch’esso attraverso due emendamenti sostitutivi analoghi (Smacchi e Stufara), contiene un primo riferimento al collegio unico regionale, oltre ad aggiornare la denominazione del Consiglio regionale in Assemblea legislativa. La votazione su questo articolo ha registrato 21 si (Buconi, Smacchi, Monacelli, Goracci, Brutti, Stufara), 6 no (Nevi, Mantovani) e 3 astenuti (Zaffini).
Sulla questione collegio unico regionale, che tornerà peraltro ancora in discussione proseguendo nell’esame dell’articolato, si è registrata una prima presa di posizione che rivela scelte nette, ma anche qualche sfumatura.

Brutti e Stufara sono per il collegio unico, ma non escludono a priori altre ipotesi di ripartizione. Nevi e Mantovani dicono un “no” netto a questa ipotesi che per il capogruppo di Forza Italia rappresenta una “autentica follia, e unito alla doppia preferenza di genere determinerà di fatto una situazione di privilegio delle aree regionali più forti”. E Mantovani vuole il doppio collegio, ridisegnato sulla base dei territori delle due Asl, perché “valorizza la rappresentanza territoriale e politica”. Buconi e Monacelli sono invece per la circoscrizione regionale, “anche in vista
della ridefinizione territoriale delle regioni”.

A loro giudizio, più collegi comportano l’innalzamento delle soglie di sbarramento e quindi una
penalizzazione delle liste minori. D’accordo anche Goracci sul fatto che un consigliere debba rappresentare l’intero territorio  regionale, ma ritiene sbagliato l’averne ridotto in maniera così consistente il numero. Zaffini ha motivato la sua astensione affermando che il doppio collegio non risolverebbe affatto i problemi di rappresentanza territoriale che potrebbe realizzarsi “soltanto se si istituissero 20 collegi”.

Nella seduta di oggi, con la presentazione da parte dei delegati di “Progetto dei territori” è iniziato anche l’iter formale della proposta di legge elettorale regionale già approvata dal Consiglio comunale di Gubbio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.