L’imprenditoria agricola si dà appuntamento ad Agriumbria

PERUGIA – I numeri la fanno da padrona e il trend è in continua crescita. Con oltre 400 espositori provenienti da quasi tutta Italia e distribuiti su quasi 25mila metri quadrati netti, Agriumbria si conferma una delle manifestazioni più importanti di settore su scala nazionale. Giunta alla 49esima edizione, a un passo dal celebrare il mezzo secolo di vita, l’evento suscita un grande interesse sia a livello imprenditoriale che istituzionale, e anche quest’anno fa registrare il tutto esaurito. “La selezione delle aziende che intendono partecipare alla manifestazione – afferma il Presidente di Umbriafiere Lazzaro Bogliari – è sempre molto rigida. Di circa 600 domande arrivate ne abbiamo dovute scartare circa un quarto e questo ci rammarica, sebbene l’esigenza di rinnovarci costantemente e di ricercare sempre nuove tipologie merceologiche per noi risulta di primaria importanza. Quest’anno numerose saranno le novità.

Dalle mostre mercato all’esposizione di macchinari e attrezzature dai prodotti agroalimentari agli allevamenti con rappresentanze da quasi tutte le regioni italiane”. Tra la varie iniziative, verrà dato spazio anche all’educazione alimentare con momenti di riflessione. Perché come ricorda Bogliari “il binomio da prendere in considerazione è Agricoltura e Agricultura e i convegni tematici i seminari che verranno organizzati da Coldiretti, Confagricultura e dall’Università servono proprio a questo, a diffondere dei messaggi importanti e positivi”. Ad esempio i concetti come il benessere dell’animale, il tema delle carni rosse, la piaga dello spreco alimentare sono argomenti che verranno messi sottola lente di ingrandimento. Tra l’altro, per cercare di far fronte allo spreco alimentare quest’anno verrà distribuito un decalogo con 10 gesti da adottare per evitare di gettare via il cibo. Inoltre tra le novità di questa ricca edizione, va ricordata anche la presenza di un Osservatorio sui consumi di carne per fornire dati sul consumo delle carni ed evidenziare che sebbene nel 2016 si sia registrato un calo dei consumi di carne bovina del 6,8 per cento, la propensione al consumo di carne registra un saldo positivo. Ed infine, un’altra iniziativa inedita è il Premio “Antonio Ricci” dedicato a un giornalista morto 30 anni fa tra i più apprezzati del settore che si è speso molto sia per sostenere il comparto agricolo che per dare un sostegno per la crescita e lo sviluppo di Agriumbria essendo lui stesso uno storico consulente. Verrà donata una borsa di studio di 1000 euro a uno studente selezionato del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali.

Anche il presidente del Gruppo Grifo Agroalimentare Carlo Catanossi, che quest’anno è il main sponsor della manifestazione, ha voluto dare rilievo al tema della sicurezza alimentare, sostenendo l’importanza dell’uso e consumo di proteine animali provenienti da carni rosse, che se sono di qualità danno un valore aggiunto all’alimentazione. Gli fa eco il presidente di Unioncamere Giorgio Mencaroni che, nell’elogiare la manifestazione i cui bilanci sono sempre in positivo o al massimo in pareggio, riporta una ricerca dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle conseguenze negative del consumo di carni rosse, affermando che quei dati si riferiscono alle popolazioni degli Stati Uniti e dell’Amarica latina dove si consumano annualmente 54 kg di carne a persona contro i 18kg consumati ogni anno in Italia. Va da sé, che come tutte le cose, gli eccessi non fanno mai bene. Conclude il sindaco di Bastia Umbra Stefano Ansideri che afferma come Agriumbria sia un vetrina sull’agricoltura storica di primissimo piano ed è un patrimonio della regione. Un evento culturale unico che coinvolge anche le scuole e i bambini con numerose attività per avvicinarli anche al mondo degli animali. Per concludere fa appello a un rappresentante della Regione chiedendo un intervento regionale per ampliare gli spazi di Umbria Fiere che sempre più rappresenta un luogo strategico data la posizione centrale e la vicinanza con la rete stradale e può sicuramente costituire un volano per l’economia della regione.

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