Nocera Umbra, Festa del Patrono. Il vescovo: “San Rinaldo esempio di santità attuale”

NOCERA UMBRA – “In un mondo così mutevole, tutto passa, ma la gloria dei Santi è eterna in Cristo”. Lo ha detto il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino durante il pontificale celebrato sabato 9 febbraio nella concattedrale di Santa Maria Assunta a Nocera Umbra in occasione della solennità di San Rinaldo.

Presenti le autorità civili e religiose e tantissimi fedeli che hanno voluto onorare il Vescovo eremita vissuto all’epoca di San Francesco con il quale ha avuto un rapporto di amicizia e di fraternità. Tra i concelebranti il parroco don Ferdinando Cetorelli, il vicario generale don Jean Claude Hazoumé Kossi Anani e il custode del Sacro Convento padre Mauro Gambetti.

Durante l’omelia il vescovo ha sottolineato l’importanza dell’annuncio del Vangelo nelle famiglie ed ha comunicato l’apertura ufficiale della sua visita pastorale nel vicariato di Nocera Umbra fissata per il 15 agosto e l’inizio degli incontri ai primi settembre. “Verrò nelle vostre case – ha detto monsignor Sorrentino – come successore di Rinaldo con il cuore di Gesù. La festa di San Rinaldo quest’anno – ha aggiunto – è in qualche modo il preludio di un momento di grazia, che tra qualche mese vivremo insieme con la visita pastorale che mi porterà in mezzo a voi, per essere nella mia umiltà e povertà la voce, il volto, il cuore di Gesù e anche in qualche modo di San Rinaldo. In questi mesi faremo il punto perché vogliamo lodare Dio, ma anche esaminarci e fare un esame di coscienza. I Santi – ha precisato il vescovo -ci portano a Gesù, ci riconsegnano la sua Parola. Questa Parola deve risuonare nelle nostre case. Facciamo in modo che ogni giorno aprendo la Parola ci illumini la voce di Gesù. Facciamo in modo che l’altare del Signore torni nelle nostre case perché secondo il pensiero della Chiesa quando parliamo di Chiesa parliamo di persone, la prima chiesa sono le nostre case. All’inizio del Cristianesimo non c’erano le cattedrali, le basiliche, le chiese parrocchiali, c’erano le case e tutto fioriva”. Il vescovo ha poi ribadito il concetto della santità “che non passa che è sempre più attuale ed è testimoniata da esempi come San Rinaldo. I Santi – ha concluso – sono il nostro modello, sono compagni di strada. La santità non è una cosa per pochi. Tutti siamo chiamati ad essere Santi”.

Una nutrita partecipazione c’è stata anche ai primi vespri celebrati venerdì 8 febbraio.

I festeggiamenti per San Rinaldo si concluderanno domenica 10 febbraio. In mattinata le sante messe saranno celebrate alle ore 8; 9,30 e 11,15. Nel pomeriggio alle ore 17,30 ci saranno i secondi vespri della domenica e la chiusura dell’urna contenente le spoglie mortali del Santo. Seguirà la santa messa nella cappella del Santissimo Sacramento.

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