Norcia, voglia di tornare a casa: la storia del borgo di Ocricchio

NORCIA – C’è voglia di tornare a casa, nei luoghi di origine. A due anni dal sisma anche in una piccola realtà come Ocricchio, frazione del comune di Norcia, a 907 metri sul livello del mare, chi ha potuto è tornato, magari sistemandosi alla ‘meno peggio’ e rinunciando a qualche confort. Sono lontani i giorni in cui in estate la piazza del paese vedeva riunite in cene sociali anche 130 persone. Ora, di fronte al campanile lesionato e alla chiesa squarciata di Sant’Eutizio, gli abitanti si contano sulle punta delle dita. Ma ci sono, non hanno paura a restare o ritornare perché questo posto, per loro, ha un significato

Mentre i Vigili del fuoco sono impegnati nelle demolizioni degli edifici più danneggiati la normalità torna a fare capolino: girando per il paese gli anziani passano il tempo giocando a carte, c’è chi porta a spasso il proprio cane e chi siede vicino a lu ‘parone’, due pietroni antichi a forma di ‘T’ che campeggiano al centro del paese, metafora della gente di montagna, abituata ad essere forte, ad essero sola, a resistere alle difficoltà.

Ocricchio era balzato alla cronaca nel marzo scorso, quando le telecamere della trasmissione ‘Ulisse’, condatta da Alberto Angela, erano arrivate in questo minuscolo paesino per riprendere i Vigili del fuoco SAF di Perugia e i Carabineri del nucleo tutela del Patrimonio culturale di Perugia impegnati in operazioni di recupero dei beni culturali e storici presenti nella chiesa di Sant’Eutizio fortemente danneggiata dal sisma del 30 ottobre 2016. In quell’occasione era stata recuperata una statua lignea della Madonna del XVI secolo; una tela con i santi Eutizio, Antonio da Padova e Madonna di Loreto; due tele del XVII secolo raffiguranti S. Antonio Abate e S. Eutizio;  un tabernacolo e un crocifisso ligneo,  candelabri, ostensori, calici, libri liturgici, quadri ed altri arredi sacri. È stata recuperata anche la campana in bronzo del 1508, fessurata dal terremoto del 1979, dove è raffigurato san Giorgio a cavallo, invocato contro la peste, la lebbra e i serpenti velenosi. Opere uniche che costituiscono non solo l’eredità del passato ma anche una grande risorsa per il futuro ed è per questo che la popolazione locale spera che non appena verranno ripristinate le condizioni di sicurezza e l’idoneità degli spazi questi beni culturali e della tradizione locale possano tornare nei luoghi di origine.

In questi giorni, il via libera definitivo del Parlamento al decreto legge sul terremoto, ha prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2018. In questa fase, pertanto, continuerà instancabile l’opera che i Vigili del fuoco dal 24 agosto 2016 stanno portando avanti nelle zone colpite. Le demolizioni che in Valnerina squadre di Vigili del Fuoco stanno effettuando in diverse località (Norcia, Ocricchio, Castelluccio, San Pellegrino, Preci….) hanno consentito di limitare le zone rosse e permesso ai cittadini di riutilizzare immobili o spazi pubblici. Per eseguire queste attività, vengono impegnati mezzi speciali e personale appositamente preparato che proviene dal Comando provinciale di Perugia. Una presenza, quella dei Vigili del fuoco, particolarmente apprezzata dalla popolazione che vede in loro dei professionisti del soccorso e punti di riferimento non solo nelle emergenze ma anche nel vissuto quotidiano.

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