Omicidio Moracci, la banda incastrata da un GPS satellitare

TERNI  Rito abbreviato, senza alcuna pre-condizione per Elvis Katalyn Epure e Gheorghe Budzugan, considerati gli esecutori materiale del colpo messo a segno in via Andromeda, che costò la vita a Giulio Moracci. I due rumeni sono stati interrogati dal gip e nella loro deposizione, come spiegano i legali Squitieri e Maori, “hanno rappresentato le loro scuse per quanto successo, spiegando che i fatti sono andati oltre le loro intenzioni”. I due compariranno davanti al giudice nell’udienza fissata per il 18 aprile. Si dividono così i percorsi processuali degli indagati – con varie responsabilità – per il delitto di Giulio Moracci. Oltre ad Angela Cioce, che aveva subito scelto il rito ordinario davanti ai giudici della Corte d’Assise di Terni, ci saranno anche i due presunti basisti: Gianfranco Strippoli e Claudio Lupi e anche il presunto “palo” della rapina sfociata in omicidio: Daniel Budzugan. Compariranno davanti alla Corte di Assise il prossimo 16 febbraio. La decisione è scaturita nel corso dell’udienza davanti al Gup Maurizio Santoloci che ha respinto la richiesta di “giudizio abbreviato”. A tutti gli indagati il pm Barbara Mazzullo ha contestato il reato di concorso in omicidio, rapina e sequestro di persona.

TRADITI DALLA “SOFFIATA” – Dalla lettura degli atti ufficiali viene fatta luce anche sul perchè della presenza dei Carabinieri sul luogo della rapina-omicidio. Emerge infatti che sarebbe stato proprio uno degli indagati ad avvertire i militari che una banda rumena stava per compiere un furto a Terni. Sempre grazie alla “soffiata” ricevuta, i carabinieri erano poi riusciti a piazzare un localizzatore GPS sotto la Bmw del terzetto che poi ha materialmente compiuto il colpo in via Andromeda.

L’OMICIDIO – Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Claudio Lupi (uno dei due basisti) avrebbe individuato l’obiettivo del colpo, sapendo che la famiglia Moracci aveva in casa gioielli e denaro. Aiutato probabilmente anche dalla colf domestica, Angela Cioce. La mattina del fatto sarebbe stato proprio Claudio Lupi ad indicare ai tre rumeni: Elvis Katalyn Epure, Gheorghe e Daniel Buzdugan, la strada per arrivare all’abitazione e ad ospitarli a pranzo prima di compiere il colpo intorno alle ore 13.30. Pranzo al quale sarebbe stata invitata anche la domestica.

Gianfranco Strippoli (l’altro basista) sarebbe intervenuto sulla scena nel momento di mettere in atto lo stratagemma per farsi aprire il cancello di casa. E’ lui che avrebbe suonato al campanello spacciandosi per il postino che doveva consegnare il telegramma. La signora Moracci, dopo il ricovero in ospedale (29 aprile) raccontò ai militari di essere stata subito aggredita e legata mani e piedi ad una sedia della cucina, con la bocca e il naso chiusi con del nastro adesivo. La stessa anziana avrebbe rischiato di soffocare, mentre dalla camera sentiva provenire i lamenti del marito. Marito, Giulio Moracci di 91 anni, ex imprenditore agricolo con problemi di salute che è morto durante la rapina. I militari lo trovarono riverso sul letto a faccia in sotto, e l‘autopsia sul corpo dell’anziano decretò la morte per soffocamento. Alla fine del colpo i due rumeni fuggirono verso l’auto, la Bmw, dove si trovava il terzo rumeno ad aspettarli. Si trovarono però di fronte i carabinieri che li arrestarono.

Secondo i militari del reparto operativo, Claudio Lupi e Gianfranco Strippoli avevano stilato una sorta di calendario per realizzare altre rapine o furti. Come nel caso del colpo a casa dei Moracci, gli altri sarebbero stati realizzati da bande, forse sempre di stranieri, provenienti dall’Hinterland romano. Uno, in particolare, sarebbe stato progettato a breve.

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