Perugia, al via il Festival del Giornalismo: 200 eventi fino a domenica. Edward Snowden tra gli ospiti di punta

PERUGIA – Avvio con l’acceleratore per il Festival del giornalismo che ha aperto oggi i battenti a Perugia. Fino a domenica giornalisti, blogger editori parlano dei nuovi strumenti della comunicazione e delle trasformazioni del settore. Complessivamente sono 200 gli eventi in calendario per questa nona edizione del festival. Una edizione che vede come “star” Edward Snowden, il tecnico della Nsa che ha svelato le attività di controllo della intelligence americana, che si collegherà con il festival via Skype. Si parlerà inoltre della propaganda dell’Isis, della censura in Turchia, dell’epidemia di Ebola e delle nuove guerre, dell’evoluzione dell’informazione in Cina e delle inchieste sulla finanza internazionale, della situazione in Ucraina e dello stato di salute della libertà di stampa. Con un occhio anche all’Italia degli scandali e dei talk show, dello sport e della nuova comunicazione politica. Ma si parlerà anche delle frontiere più avanzate della comunicazione di massa e social.

Il filo conduttore è lo slogan “tutti imparano da tutti”, nel senso che i media sempre più raffinati offrono opportunità inedite di conoscenza, e che ormai l’informazione non è più a senso unico ma tutti ne sono nello stesso tempo attori e destinatari.

Nel corso di uno dei primi incontri della giornata di oggi monsignor Domenico Mogavero, arcivescovo di Mazara del Vallo ha lanciato un’idea: “L’Italia si faccia promotrice di una conferenza internazionale sulle migrazioni nel Mediterraneo”. L’incontro era incentrato sul tema del dialogo e della comunicazione interreligiosa a beneficio di giornalisti “disorientati”.
Protagonisti, anche Izzedin Elzir, Imam di Firenze e presidente della Unione delle comunità islamiche, e Victor Magiar, responsabile culturale della Unione delle comunità ebraiche.
Un tema di grande attualità e complesso che ancora non sempre trova nel mondo dei media una declinazione corretta. Ed è stato monsignor Mogavero, vescovo di una terra di estremo confine a lanciare l’idea della conferenza internazionale sulle migrazioni nel Mediterraneo. Perché, ha spiegato, la migrazione “è un fenomeno che non si può leggere in chiave emergenziale, non è una invasione, non è un attentato alla nostra identità”.

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