Perugia, alta tensione in Comune: scontro Calabrese – Camicia. “Figura folkloristica”, “Nano della politica”

PERUGIA – La frase che circola tra gli addetti ai lavori è una sola: “Se Atene piange, Sparta non ride”. Il riferimento è alla crisi politica che scuote i palazzi del potere nel capoluogo umbro. Se nelle sedi regionali di Palazzo Donini e di Palazzo Cesaroni si fanno i conti con le dimissioni dell’assessore Barberini e lo strappo aperto dal colpo di mano della Marini sulle nomine per la sanità, a Palazzo dei Priori non è che la maggioranza di centrodestra dorma sonni più tranquilli, scosso tra mal di pancia e continui malumori.

La settimana si è chiusa con una riunione dei gruppi di maggioranza, convocata con l’obiettivo di arginare il clima di tensione ma di risultati non ce ne sono. Tutto aggiornato a mercoledì prossimo. A fare da detonatore alle tensioni il caso Cartasegna, l’avvocato noto per lo stipendio da far invidia. La giunta ha spiegato che togliere all’avvocato le ultime cause sarebbe sconveniente dal punto di vista economico “L’eventuale minimo risparmio – dice ancora la giunta – si avrebbe solo nel caso in cui le liti fossero tutte perse dall’Avvocatura interna, ma al tempo stesso il Comune si renderebbe inadempiente rispetto la definizione del rapporto al tempo concordata con l’avv. Cartasegna il quale, a fronte della prosecuzione dei mandati in questione, ha rinunciato alle competenze per un numero cospicuo di cause. Con la revoca, dunque, oltre a non esservi certezza di alcun risparmio verrebbe anche meno tale accordo con tutte le eventuali maggiori pretese vantabili dal legale per le attività comunque svolte”.

Fuoco e fiamme anche tra il consigliere comunale Carmine Camicia e l’assessore Francesco Calabrese. Il primo a gettare il sasso nello stagno era stato Calabrese con un lungo post in cui definisce Camicia “una figura poco più che folkloristica”, ricordando che ne se erano perse le tracce “sino a quando lo abbiamo visto nuovamente candidato, uno di quei misteri dolorosi dei quali sono Forza Italia è capace”. L’assessore parla anche del modo di agire di Camicia e dell’amministrazione: “Lo abbiamo inseguito con la velleitaria idea di poterlo contenere ma, con affetto, credo abbiano votato più nostre pratiche in Consiglio Arcudi e la Rosetti che lui”.

Camicia non si è fatto attendere: “Il mio impegno non può essere macchiato da scritte offensive e prive di senso da parte di chi dovrebbe rappresentare il suo esecutivo. Dato questo comportamento continuo, perpetrato dall’assessore Calabrese con un linguaggio molto colorito e poco adatto ad un amministratore, che, peraltro, oltre a crearle tanti problemi che lei conosce bene, non ha prodotto altro, le chiedo, per il bene della nostra città, la sostituzione dello stesso in Giunta, al fine di dare smalto al suo esecutivo”. Camicia spiega anche di aver “dato incarico ai miei legali di verificare il testo offensivo nei miei confronti da parte del suo assessore e di perseguirlo legalmente. Mi permetto d’invitare anche la S.V., a tutela del Consiglio Comunale, offeso sempre dall’assessore,  di valutare una eventuale azione legale nei confronti di un amministratore che oltre a voler mettere in cattiva luce, con note offensive e argomenti surreali e fantasiosi il sottoscritto, ha coinvolto con quelle sue parole,  anche il Primo Cittadino, che a mio avviso non distribuisce né “Posti né cose”. E in un post su Facebook  definisce “nano della politica” Calabrese. Le fiamme dunque sono alte ma c’è chi prova a gettare acqua sul fuoco. E’ il capogruppo di Forza Italia Massimo Perari a richiamare alla moderazione dei toni.

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