Perugia, pacco bomba a Banca Etruria: la Procura valuta l’apertura di un fascicolo. A Ponte San Giovanni alcuni risparmiatori “truffati”

PERUGIA – La Procura di Perugia, in base all’informativa dei carabinieri del comando provinciale, deciderà se aprire un fascicolo per la violazione della legge sulle armi. Dopo la mattinata di panico di ieri, le indagini stanno verificando l’effettiva composizione dell’ordigno rudimentale e, attraverso le telecamere dell’istituto bancario e degli esercizi circostanti, si sta cercando di capire a che ora potrebbe essere stato lasciato il pacchetto. Intanto nessuna ipotesi sembra essere stata scartata, anche se si propende per un atto di “avvertimento”, visto che Banca Etruria è una di quelle coinvolte nel Salvabanche, che ha azzerato il valore delle obbligazioni subordinate dei risparmiatori. E anche a Ponte San Giovanni ci sarebbero alcuni cittadini che hanno perso i propri risparmi.

Potrebbe dunque essere un atto di avvertimento quello che ha fatto scattare l’allarme ieri mattina. Una vera e propria bomba artigianale, notata all’apertura degli uffici, quando alcuni clienti si sono insospettiti per una strana busta trasparente poggiata davanti l’ingresso della banca, sull’angolo delle vetrate.

Il pacco per precauzione è stato fatto brillare dagli artificieri. All’interno sono stati trovati dei chiodi arrugginiti, della polvere fertilizzante e delle pile per l’innesco. Materiali che erano in grado di provocare una fiammata. Il primo ad accorgersi del pacco è stato un cliente della banca e il personale, arrivato intorno alle 8.30. Nel momento in cui l’ordigno è stato fatto brillare, è stata chiusa anche la strada al traffico. Per le 10.15 l’allarme è cessato.

Sul fatto sono intervenute le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef condannano con determinazione il gesto di protesta avvenuto oggi a Ponte San Giovanni.
“La rabbia – , sottolineano le due associazioni, ricordando che saranno in piazza davanti alla Consob il 12 gennaio, alle 10 – deve essere incanalata nelle giuste forme di contestazione. Va condannata senza se e senza ma ogni forma di violenza”.

Anche l’Associazione Vittime del Salva-Banca condanna con determinazione tale gesto e qualsiasi altra forma di protesta criminosa. “La nostra protesta – dice – continuerà nella legalità e nel rispetto delle regole che ci ha sempre contraddistinto”.

Ferma condanna al gesto anche dal Codacons. Il presidente Carlo Rienzi parla di “gesto esecrabile che merita una netta condanna”. “Non possiamo che condannare fermamente atti folli e intimidatori come quello di questa mattina, che di certo non aiutano la causa dei risparmiatori – afferma il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia l’episodio deve far riflettere sullo stato di esasperazione e disperazione dei risparmiatori che hanno perso tutti i propri soldi a causa del salvataggio delle 4 banche”. “A costoro ricordiamo – ha concluso Rienzi – che l’unica possibilità per far valere i propri diritti e ottenere il rimborso integrale degli investimenti è aderire all’azione risarcitoria lanciata dal Codacons, e non certo il ricorso alla violenza o alla minaccia”.

 

 

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