Processo Quarto passo, il giudice ammette le parti civili

PERUGIA – La Regione dell’Umbria, il Comune di Perugia, Libera, Cgil, associazione “Paolo Borsellino” e quella “Antonio Caponnetto” saranno parti civili nel processo seguoto all’inchiesta “Quarto passo” contro la ‘ndrina che si stava infiltrando nell’economia umbra a suon di estorsioni, usura e bancarotta fraudolenta. Lo ha deciso la Corte presieduta dal giudice Gaetano Mautone.

“Fare muro contro l’illegalità e ogni tentativo di inquinamento mafioso della nostra economia e del nostro territorio, a partire dalle nostre Rsu, vere e proprie ‘sentinelle’ nei luoghi di lavoro”: è questa, secondo il segretario della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, la responsabilità ulteriore di cui il sindacato dovrà farsi carico dopo l’importante riconoscimento dato dall’ammissione nel processo.

“È la dimostrazione – conclude Sgalla – che ognuno di noi, ogni cittadino, ogni lavoratore subisce un danno, ancorché indiretto, dalla presenza della criminalità organizzata, ma anche che ognuno di noi, nel suo piccolo e nella sua quotidianità può mettere in atto quelle azioni di contrasto al malaffare che sono fondamentali per soffocare ogni tentativo di inquinamento sociale”.

 

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