Pronti 15 milioni da investire per il bacino del Trasimeno

TRASIMENO – Con l’approvazione da parte della Giunta regionale della bozza di convenzione per l’attivazione di una serie di misure a favore dello sviluppo del bacino del Trasimeno, prende forma l’iter operativo che prevede l’invio entro 30 giorni del primo anticipo di 15 milioni di euro che verranno gestiti dall’Unione dei comuni coinvolti (Castiglione del Lago, Città della Pieve,Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno). E così grazie ai fondi comunitari Feasr, Fesr e Fse della programmazione 2014-2020 sarà possibile effettuare dei lavori per rifare il lifting al Trasimeno. La Regione ha dato via a questo percorso di co-progettazione della strategia con i Comuni interessati muovendosi su numerosi assi di intervento per riqualificare e rilanciare l’intera zona, facendo uso della strumentazione prevista nei regolamenti comunitari. Tra questi spiccano la tutela e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali, la competitività delle piccole e medie imprese, l’inclusione sociale, le tecnologie dell’informazione e comunicazione, l’efficientamento delle pubbliche amministrazioni e l’assistenza tecnica. Ampia soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale alle riforme istituzionali Antonio Bartolini che afferma come tale investimento rappresenti una svolta per quel territorio che potrà così valorizzare al massimo la capacità gestionale ed amministrativa. “Abbiamo accolto – continua Bartolini – la proposta che ci è stata avanzata di affidare proprio all’Unione dei Comuni la gestione dell’Iti, assegnando ulteriori 400mila euro per il rafforzamento amministrativo. C’è bisogno però di uno sforzo di tutti per giungere ad una seria e rapida attuazione di questo progetto fondamentale per l’economia del Trasimeno”. Nel frattempo si pensa pure di delegare le competenze in materia di Trasimeno a tale Unione e sottrarla quindi alle competenze della Provincia. Occorre però attivare una proficua collaborazione con gli enti locali del territorio, e far fronte ad alcune criticità come quella collegata con la razionalizzazione e la riorganizzazione degli uffici e dei servizi.

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