Regione, passa la legge di stabilità, accordo nel Pd: più welfare, politiche abitative e interventi per il territorio grazie agli emendamenti

PERUGIA – Con 12 voti favorevoli è stata votata la legge di stabilità regionale. Un documento che recepisce ordini del giorno ed emendamenti della maggioranza, su cui si è trovata la quadra. L’accordo è arrivato all’ora di pranzo, un patto complessivo all’interno del Pd che, sugli emendamenti, ha permesso una navigazione serena, per lo meno, fino alla fine della sessione di bilancio. Della ventina di emendamenti presentanti dall’ala moderata del Pd ne restano poco più di dieci che, dal punto di vista del contenuto, cambieranno, ma che sono stati più o meno ridotti nell’entità delle cifre spostate. Si tratta di una manovra correttiva comunque da più di un milione di euro. Restano tutti quelli per il welfare. Restano anche gli ordini del giorno con cui si prevedeva il parere del Prima commissione sui fondi europei, quello sull’aeroporto e quello per non far aumentare la possibilità di anticipazion di cassa al 25 per cento. Ci sono anche più fondi, circa 800mila euro, per il sostegno alle politiche abitative con il sostegno all’acquisto della prima casa. L’accordo si è palesato nel primo pomeriggio, dopo la riunione del gruppo dem, alla presenza della presidente Catiuscia Marini. Un appuntamento nel quale c’e stato un confronto sereno e franco sulle diverse impostazioni nella costruzione del Bilancio. Il via libera al pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità e’ arrivato dopo le 19, con i voti compatti della maggioranza.

La maratona sul Bilancio di previsione è iniziata intorno alle 11 con più di un’ora di ritardo, complice la momentanea assenza di esponenti della giunta. In apertura il ricordo dell’onorevole Vinicio Baldelli, parlamentare e consigliere regionale, scomparso all’età di 101 anni. Il primo a prendere la parola è stato il relatore di maggioranza, Andrea Smacchi. “Con questi atti – ha detto – i primi della nuova legislatura, vogliamo tracciare le linee di crescita, sviluppo e tenuta socioeconomica della nostra Regione. Intendiamo confermare la nostra intenzione di non mettere l e mani nelle tasche dei cittadini, nonostante i tagli e i vincoli imposti dalla Legge di Stabilità (due miliardi in meno per le Regioni nel solo 2016). Il nostro è un Bilancio di 2,9 miliardi dal quale emerge l’attenzione allo sviluppo e alla competitività, al diritto allo studio e al cofinanziamento della Programmazione europea. Scelte che tengono conto del contesto umbro, per cui si prevedono anche 100mila euro per l’assistenza legale per gli obbligazionisti umbri colpiti dagli effetti del decreto Salvabanche.  Alla politica – ha detto Smacchi – si chiede un salto di qualità riducendo la spesa improduttiva e definendo nuovi parametri dell’intervento pubblico per ricreare la ripresa. È quello che abbiamo voluto fare andando incontro alle esigenze degli umbri su lavoro, impresa, stato sociale, accoglienza, famiglia , cultura, sicurezza. Abbiamo, in questo contesto, istituito un fondo di 12 milioni di euro per il 2016/2020 per la lotta alla povertà. Siamo inoltre fortemente impegnati a dare risposte alle esigenze di rinnovamento e innovazione dei giovani, che sempre più spesso si mettono in gioco investendo nelle loro idee. Vogliamo che questa Umbria laboriosa si affermi e per questo è sempre di più necessario rompere lo schema di conservazione esistente. Dobbiamo superare anche dal punto di vista culturale il modo di pensare e di operare che teme il cambiamento. Abbiamo il compito di riprenderci il nostro ruolo guida, di riaffermare quella autorevolezza e quella supremazia della politica nel senso più nobile della parola”. Poi è toccato alla consigliera M5S Maria Grazia Carbonari, che ha definito i documenti “un libro dei sogni” e ha lamentato la scarsa velocità con cui sono arrivati i documenti in consiglio. Tutto all’attacco della maggioranza in Regione e del Governo anche il consigliere Valerio Mancini (Lega). Una richiesta di sospensione del capogruppo dem Gianfranco Chiacchieroni ha quindi mandato la palla in tribuna, per dare tempo al Pd di trovare la quadra su tutti gli emendamenti. Una riunione che è durata due ore e che però qualche risultato dovrebbe averlo portato.

Il primo degli interventi della discussione generale e’ stato Claudio Ricci (Rp) che ha preso tutti i suoi 30 minuti. Poi è toccato ad Eros Brega (Pd): “Con gli emendamenti abbiamo portato il nostro contributo di consiglieri regionali – ha detto – questo è democrazia. Bilancio difficile, le risorse sono sempre di meno e non volevamo strumentalizzare nessuno. Ognuno è qui per dare il proprio contributo, costruttivo e fattivo”. Ha C’è stato poi l’intervento di Silvano Rometti (Socialisti) e della consigliera Carla Casciari (Pd) che ha definito il bilancio “coraggioso”. Raffaele Nevi (Fi) ha bocciato il provvedimento, chiedendo una vera riqualificazione della spesa e, finalmente, l’avvio di una legislatura che fino a qui, stando a quanto detto da Nevi, non è ancora partita.

Nonostante sembrava non voler intervenire, dopo Nevi è toccato a Luca Barberini: “Abbiamo una regione con i conti in equilibrio – ha detto Barberini – Significa poter ragionare in maniera adeguata con prospettive meno nere. Vedo positivamente anche il patto con i cittadini che avevamo stipulato in campagna elettorale, che aveva tre obiettivi: invarianza fiscale per lasciare risorse alle famiglie, una spesa puntuale delle risorse europee e continuare con decisione il processo delle riforme. Abbiamo una società che è profondamente cambiata”. Parlando di economia e di lavoro Barberini ha detto che “siamo una regione che deve accelerare, troppo legata a sistemi organizzativi che non vanno più. Il bilancio è una risposta positiva ma parziale. Gli interventi sul sociale non sono adeguati. Intervenire sul sociale e’ una buona politica, con la p maiuscola. Sono interventi importanti quelli dei giovani e quelli per il dopo scuola, per le aree marginali, per il sostegno alla disabilità e per la lotta alla povertà”. Su Sviluppumbria: “Ci troviamo con un ente che ha quasi esautorato l’assessore allo Sviluppo. Fa tante cose, parla ai giovani imprenditori, start up. Io penso che l’ente più e’ un inutile e più si ingrandisce. Quell’ente deve fare più politica economica e meno politica”. In conclusione: “Il bilancio, con gli emendamenti e i subemendamenti, andrà incontro alle risposte. Serve un lavoro di squadra perché ora un pezzo di squadra e’ fuori dal gioco”.

imageAlle 17 tocca alla presidente Catiuscia Marini, scura in volto: “Il mio sarà un intervento sul bilancio, a differenza di considerazioni che ho sentito e che poco c’entrano e poco sono coerenti con le considerazioni fatte sul Defr”. E poi, in stile Renzi: “questo è un bilancio in capo all’esecutivo, grazie ad un lavoro che rivendico. Lavoro serio sul risanamento dei conti. C’è un lavoro sulla programmazione strategica funzionale, che trova copertura con le risorse europee. Consistente la capacità di cofinanziamento, grande asse di politica di sviluppo. C’è un pezzo di industria che soffre ma un pezzo che fa da volano all’export. Il bilancio si basa su alcuni pilastri: nessuna nuova tassa per un bilancio solido e prudenziale. La Regione in questi anni ha mantenuto la sua missione, ma si è impegnata a che nei confronti di terzi”. E sulle infrastrutture: “A giugno si aprirà la Perugia – Ancona e c’è un miliardo per la manutenzione della E45”. Poi capitolo agenzie: “La Regione non deve fare la gestione. Le agenzie si devono sviluppare come soggetti di attuazione. La Regione ha le risorse e assegna l’attuazione alle agenzie strumentali, che hanno il compito operativo. Su Sviluppumbria – e lo rivendico come Giunta – difendo il fatto che a capo ci sia uno dei principali imprenditori della regione e’ importante”. La presidente ha affrontato anche il tema dell’aeroporto, rivendicando l’impegno della Regione. “Il Bilancio è serio e va nell’interesse degli umbri”.

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