Regione, per la Corte dei Conti l’Umbria è tra la più virtuose

Nel panorama italiano la Regione Umbria è tra le più virtuose. Lo dice la Corte dei Conti, che nell’udienza pubblica sulla verifica dell’andamento dei conti che si è tenuta a Palazzo Cesaroni, ha disposto la parificazione del rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2014. La magistratura contabile ha comunque mosso dei rilievi agli incarichi di studio, “sempre un po’ esuberanti”, alle spese di rappresentanza, “per le quali la finalità istituzionale non sempre è indicata nei termini previsti”, e al numero dei dipendenti in posizione organizzativa, “elevato”.
Per il presidente della Corte dei conti Salvatore Sfrecola “carenze” si rilevano nella gestione del patrimonio immobiliare “sia nell”ambito della Regione – ha sostenuto – che delle Unità sanitarie locali che hanno tanti immobili sfitti e diversi affitti passivi. Oneri che potrebbero essere meglio disciplinati “.
“Non ci sono patologie gravi – ha quindi rilevato il procuratore generale Antonio Giuseppone – ma sicuramente siamo in presenza di alcuni aspetti sui quali riflettere per migliorare la gestione della cosa pubblica”.
La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha espresso soddisfazione per il giudizio di parificazione della Corte dei Conti. “Il bilancio regionale – ha detto – si conferma solido e in equilibrio”.
La governatrice ha sottolineato due aspetti: i conti in equilibrio sulla sanità e il fatto che da dodici anni la Regione non ricorre ad alcuna anticipazione di cassa. “Il giudizio espresso dalla Corte dei Conti – ha aggiunto Catiuscia Marini – sarà anche da stimolo per la legislatura che è appena iniziata”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere regionale del Pd, Eros Brega. L’ex presidente del consiglio regionale ha sottolineato che “nel 2014 si registra un’ulteriore razionalizzazione e diminuzione di alcune spese, in linea con quanto fatto dal 2010 in avanti, e in linea con la tradizione di rigore e sobrietà che ha sempre caratterizzato l’Assemblea legislativa. Una tradizione – ha concluso – che nel mio mandato di presidente ho cercato di riproporre, trovando sempre pieno consenso e contributi positivi da tutti i gruppi politici, sia di maggioranza, sia di minoranza”.

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