Terremoto, Renzi: “Al lavoro per uscire dall’emergenza”. Errani: “Ricostruzione presto e bene”. Il Cdm definisce il cratere del sisma

Sono almeno 4 i miliardi di danni causati dal sisma dello scorso 24 agosto. I dati sono stati forniti da Fabrizio Curcio, capo della Prociv, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al commissario per la ricostruzione Vasco Errani e al premier Matteo Renzi. All’appuntamento anche i presidenti delle Regioni colpite dal sisma Catiuscia Marini, Nicola Zingaretti e Luca Ceriscioli. Con l’occasione Errani ha fornito il programma dei prossimi mesi e soprattutto le parole d’ordine sulle quali opererà nei prossimi mesi, a partire da “Ricostruzione”, “legalità e trasparenza” e “riattivazione economica”.

“Dal terremoto – ha detto Renzi – si esce solo se c’è lo spirito di comunità. Il messaggio del sindaco Pirotti per la propria comunità è quello che ci spinge a ricostruire dove si era e come si era”. Curcio, partendo dal presupposto del prosieguo dell’attività di assistenza, ha fornito nuovi dati: 3mila assistiti, di cui 2.500 in tenda. “La nostra priorità – ha detto – è chiudere le tendopoli. Vorrei sottolineare che è un percorso continuo e quotidiano. In questa emergenza il tempo si sta stringendo, nell’ultima emergenza gli sfollati sono stati in tenda 5 mesi. Le difficoltà sono a delocalizzare situazioni come quelle degli allevatori, che hanno interessi particolari e specifici. 254 sono stati i sopralluoghi nelle scuole.  Nell’ultima ordinanza, d’accordo con i presidenti delle regioni e con i sindaci, abbiamo avviato le casette. Abbiamo definito un tempo massimo di 7 mesi prima di andare nelle casette: tempo contingentato ma c’è una necessità operativa. Non è una definizione delle aree ma definire i fabbisogni”.

Il commissario Errani ha sottolineato che la ricostruzione avverrà “con scelte strategiche e in piena sintonia. Ricostruiremo tutto – ha detto – rispettando l’identità, le comunità e i luoghi, riattivando subito economia e lavoro. Ricostruire tutto, ma una volta ricostruito vogliamo che le persone ci siano e abbiano un futuro. Il decreto, che sarà approvato dal cdm non oltre il 2-3 ttobre, proporrà un meccanismo per le quote del risarcimento. Mi è stato chiesto se ci sono modelli: l’unico modello è di questi territori, che hanno una specificità che vogliamo tutelare. Ricostruzione che punta ad un miglioramento sismico e che assicuri che con un 6.0 non c’è crollo”.

Oggi il Cdm definirà il cratere del sisma in maniera scientifica ma “riconosceremo – ha detto Errani –  tutti i danni che saranno verificati, ovunque si siano verificati. Tutti i danni saranno riconosciuti. Lavoreremo poi perché il nostro obiettivo è rilanciare l’economia, sulla base di aree interne già definite dal governo. Aree interne su cui insisteremo con politiche di rinvio dei termini fiscali, deroga per le assunzioni del personale per consentire ai comuni e politiche epr la riattuazione e il rilancio dell’economia. Le politiche per l’economia ci saranno anche nella fase successiva: dovremo de localizzare quelle attività che non devono andare via ma non possono stare nella zona. Nei villaggi delle casette andranno messi i servizi e lo faremo con i tempi necessari. Non deporteremo nessuno, ma aiutateci a far capire le necessità. Tra le parole d’ordine – ha continuato Errani – restano “legalità e trasparenza”, elementi che introdurremo a partire dalle pratiche più innovative: modello expo, liste di merito per le imprese. Ci sarà una unica stazione di committenza. Costruiremo una open data per verificare il percorso. Poi riattivazione economica: sostegno immediato per le imprese che hann bisogno di un contributo. Una sorta di prestito d’onore. Poi altro su filiera di nuovi investimenti”.

La governance che reggerà la ricostruzione sarà quella con il commissario, i quattro presidenti di Regione come vicecommissari e comitati territoriali con i sindaci. “Non faremo deroghe generalizzate – ha proseguito Errani – La ricostruzione deve avvenire con deroghe puntuali. Solo deroghe sui tempi, non ricostruiamo nell’ambito di deroghe emergenziali. Diamo l’idea che è possibile ricostruire senza derogare da tutto ciò che quel paese è. Costituiremo un comitato scientifico dove, in quelle realtà in cui ricostruire i centri storici e i borghi, dobbiamo farlo con programmazione. Ci saranno forme di coinvolgimento della popolazione”.

 

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